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MotoGP, Aragon: dalla nebbia emerge Pedrosa

WARM UP - Seconda piazza per la Open di Aoyama. Terzo Andrea Dovizioso davanti a Rossi e Marquez

La cattedrale del deserto di Aragona è avvolta da una fitta nebbia e dalla pioggia. Non sono le prime battute di un romanzo medievale, ma la situazione metereologica difficile di questa domenica mattina di MotoGP.

Condizioni proibitive, assolutamente eterogenee, umide e fredde, dopo un week-end iniziato sotto il sole. Tutto da rifare: i protagonisti della Motogp hanno cominciato il proprio warm-up con gomme Rain: un paio di passaggi, poi tutti dentro in pit-lane a provare il "cambio-moto" con salto brevettato da Marc Marquez (e non riuscito a tutti) per iniziare ad utilizzare la gomma slick.

Dalla nebbia di Aragon, nel mattino, esce fuori Daniel Pedrosa, unico tra i big ad utilizzare una gomma hard durante questi 20 minuti, e conquistando la prima posizione con la pista che si andava ad asciugare progressivamente.

Dopo i primissimi minuti in cui tutti i migliori riferimenti cronometrici si attestavano sul passo del 2'07-2'06, con la scelta delle slick, nonostante un gran movimento da parte della posteriore, i cronometri sono scesi di circa quattro secondi, con poi la zampata di Daniel Pedrosa che ha mostrato due-tre giri di passo sui 2'01.

Ecco: 2'01.779 è proprio il riferimento cronometrico del pilota di Sabadel, a precedere la sorpresa Hiroshi Aoyama con la Honda Open del team Aspar, staccato di 597 millesimi di secondo dalla vetta. Altri 5 decimi - o poco meno - dividono il nipponico da Andrea Dovizioso, terzo e Valentino Rossi, quarto, a 1.161 dalla vetta.

In scia al vincitore di Misano c'è Marc Marquez che con il tempo di 2'02.953, è l'ultimo pilota ad esser sceso sotto il muro del 2'03. Sesta piazza per Jorge Lorenzo, (+1.304) davanti a Stefan Bradl (+1.620), Cal Crutchlow e Danilo Petrucci con la Ioda aRT in nona posizione. Nella top ten Yonny Hernandez davanti ai fratelli Espargaro con Pol (+2.1995) davanti ad Aleix (+2.253).

Ben più attardati Bradley Smith, quindicesimo davanti ad Alvaro Bautista, Abraham, De Angelis e Iannone addirittura diciannovesimo.

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