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MotoGP, Rossi Vs Marquez: sfida a campi invertiti

Ad Aragon Marc potrà preparare il match pointi di Motegi, con il permesso di Lorenzo e Pedrosa

Non si può pensare ad Aragon senza ripensare a quanto successo a Misano poco più di una settimana fa. Perché la gara italiana ha fatto prendere al campionato una piega diversa. Non per quanto riguarda la classifica, perché Marquez il titolo l’ha ancora in tasca, ma per quanto riguarda la possibilità di vedere altri protagonisti sul gradino più alto del podio. Cosa non così scontata fino ad appena qualche settimana fa.

ROSSI, IL RITORNO – La vittoria di Valentino non ha solo fatto bene solo a se stesso ma a tutto il movimento MotoGP. Perché, diciamoci la verità, il successo di Pedrosa a Brno non aveva scaldato altrettanto gli animi. Contento il campionato, quindi, e anche il pilota. Andare costantemente sul podio è una soddisfazione, ma salire su quel gradino più alto dà fiducia, soprattutto quando si riesce dove il compagno di squadra ha finora fallito.

Il Dottore ora ha tutte le carte in regola per sfidare Marquez in ogni circuito e per ripetersi nelle ultime gare. Non è un traguardo da poco, perché in cuor suo Rossi sta già pensando al 2016 e alla possibilità di giocarsi il titolo. Per un ‘vecchietto’ è tutt’altro che un’idea scontata ma il pesarese ha dimostrato che non si tratta di sogni.

MARQUEZ, FESTA RIMANDATA – Aragon sarebbe potuta essere più dolce per il piccolo diavolo, che se avesse corso pensando alla classifica a Misano avrebbe potuto festeggiare il secondo mondiale in casa. Poco male, perché i campioni affascinano anche per il loro coraggio e Marc ha dimostrato di averlo. L’errore di Misano – il primo in gara in 13 gare – non ha cambiato i valori in campo, Marquez è ancora il favorito per la vittoria in ogni gara. Basta ricordare come ha raddrizzato un weekend nato storto nel GP di San Marino.

Il titolo potrebbe arrivare a Motegi e il modo più facile sarebbe vincere sempre. Marc deve rosicchiare appena un punto a Pedrosa e due a Valentino in due gare. I calcoli da fare, al momento, sono un po’ complicati ma batterli direttamente è l’opzione che gli assicurerebbe l’alloro senza problemi. Insomma, il primo match point, a meno di una battuta a vuoto del campione del mondo, è rimandato di sole due settimane. Inoltre ad Aragon Marquez avrà la possibilità di prendersi la rivincita su Rossi a campi invertiti, giocando in casa.

LORENZO E PEDROSA IN CERCA DI GLORIA – Una pedina importante per capire quando Marquez vincerà il titolo è Lorenzo. Jorge ha vissuto forse il suo GP peggiore a Misano, nonostante il secondo posto. Ha visto infatti una Yamaha vincere, e non la sua. Jorge ha avuto un inizio di stagione non perfetto – per sua stessa ammissione – ed è riuscito a risollevarsi nel migliore dei modi. O quasi, perché la vittoria gli è sempre sfuggita. Vedere Rossi esserci riuscito può essere per lui uno stimolo, a meno che non soffra una competizione interna che pensava di avere già vinto.

Dall’altra parte c’è Pedrosa, pilota che tiene ancora il campionato aperto senza avere mostrato mai troppa convinzione. Il suo anno è di difficile decifrazione, con qualche alto seguito da molti bassi. A Misano non è riuscito neanche a togliere punti agli avversari della Yamaha, fallendo su tutta la linea. Ad Aragon, però, vorrà riscattarsi dal 2013, quando Marquez gli tranciò il cavo del sensore del traction control in un contatto di gara.

ARRIVA LA NUOVA DUCATI – Non ci si può dimenticare della moto di Borgo Panigale, che scenderà in campo con la GP14.2. Dovizioso ha dimostrato che si può stare molto vicini ai rivali e le novità in arrivo potrebbero dare quei decimi fondamentali per giocarsi il podio. Forse non subito, perché ogni novità ha bisogno di rodaggio, ma Aragon sarà un bel banco di prova. A lui e Iannone il compito di portare in gara l’antipasto della moto 2015.

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