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MotoGP, "Marquez? non è l'elettronica il segreto"

Parla il suo ingegnere Carlo Luzzi: "va forte chi ne usa poca. Marc è molto simile a Stoner come stile"

Quando un pilota va forte, ultimamente le voci del popolo danno sempre tutti i meriti all’elettronica. Era stato così per Stoner e lo copione stesso si è ripetuto con Marquez, salvo poi scoprire che, in verità, è semmai l’opposto. “E’ un dato di fatto, chi usa troppa elettronica non va mai forte”, segnatevi queste parole perché le ha pronunciate Carlo Luzzi, il responsabile elettronica di Marc, a un’intervista rilasciata a www.redbull.com.

L’ingegnere italiano non usa mezze parole per sfatare tanti miti che circolano ma che non hanno spesso alcun fondo di verità.

Il pilota va veloce, perché è veloce il pilota. L'elettronica non lo fa andare più veloce, al limite, può aiutare un po' sul fronte della costanza e del rendimento, sulla distanza di gara. Quindi evita il decadimento della prestazione della gomma in gara”.

In altre parole, non basta avere un cervello di silicio sotto la carena perché la moto si guidi da sola. Anzi. L’elettronica però ha il merito di aumentare la sicurezza e, infatti, negli ultimi anni il numero dei piloti disarcionati è diminuito molto.

Lo sottolinea anche Luzzi: l’elettronica serve a quelli bravi solo per fargli fare meno highside. Una volta, per quanto fossero bravi, si cadeva tanto. E si vedevano molte cadute pericolose, arrivate in modo inaspettato per il pilota. Non è questione di andare più forte con elettronica, ma di sentirsi più sicuro. Perché per uscire dalla traiettoria più velocemente, devi fare prima di tutto la traiettoria giusta. La linea migliore. E non è l'elettronica che lo fa".

Carlo Luzzi e Marc MarquezIl tecnico italiano faceva parte della squadra di Stoner e ha notato punti di contatto tra l’australiano e lo spagnolo.

Stoner era uno che aveva la capacità, molto personale, di andare forte fin dall'uscita del box. E proprio quel suo stile alzò all'improvviso il livello della competizione, costringendo gli altri piloti ad adeguarsi. Rossi e Lorenzo fecero fatica ad adattarsi. Ma oggi tutti, compreso Marquez, al primo giro vanno subito già vicino al limite. Il bello è che poi Marc è molto simile a Stoner come stile di guida! Anche come richieste fatte ai meccanici... Certo, non sono uguali, ma paragonabili per come impostano il lavoro".

Chi sostiene che Marc sia l’erede di Casey, da oggi in poi ha avrà anche motivazioni tecniche a suo favore.

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