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MotoGP, Rossi: sul podio mi sono sentito come il papa

Valentino incanta Misano: "sono più veloce che mai e posso vincere un altro Mondiale"

Valentino è un fiume in piena dopo la vittoria di Misano. Non si è trattato di un ‘semplice’ successo, ma di un’altra pietra miliare in un carriera quasi ventennale. Quel primo gradino del podio, è stato per Rossi una sorta di nuovo inizio, la vetta scalata dopo cadute, errori e delusioni. L’ha fatto nel luogo migliore, la pista di casa, in mezzo alla sua gente. Un capolavoro che lo ha ripagato di sofferenze e sforzi.

Difficile descrivere tutte le sue emozioni, mentre parla senza tregua con ancora la tuta addosso, bagnata di spumante. Meglio lasciare a lui la parola e il racconto di una giornata impressionante.

SUL PODIO COME IL PAPA – L’invasione di pista è stata incontenibile e quando l’inno di Mameli è risuonato una marea gialla ha salutato il proprio eroe. “Mi sono commosso sul podio, mi sentivo come il papa. Se mi chiedete qual è stato il momento più bello della gara non dico i sorpassi con Lorenzo e Marquez, ma gli attimi dopo avere tagliato il traguardo. Ho visto i miei tifosi, i miei amici e la mia famiglia venirmi incontro. In circuito c’erano anche i miei cani!”.

5 ANNI FA – Valentino ha ricordato la vittoria del 2008, sempre su Lorenzo e con un distacco simile al traguardo. “Sono passati cinque anni dall’ultima gara che ho vinto qui e ci sono tanti punti in comune, Jorge secondo, il distacco finale. Ma in questo tempo ne ho passate veramente tante: gli infortuni e il dolore, la scelta di andare in Ducati e gli anni difficili, il ritorno in Yamaha con una moto ufficiale e la decisione di puntare su Galbusera. Il mio merito è averci sempre creduto, non avere mai ascoltato chi diceva che ero vecchio”.

UNA VITTORIA SPECIALE – Vincere in questa stagione è impresa riservata a pochi. “A un certo punto ho pensato che forse non avrei mai vinto quest’anno. Una cosa che non era mai successa, a parte gli anni con Ducati. Ma sapevo che Marc non sarebbe potuto essere sempre al 100% e che in quel momento sarei stato al posto giusto. Vincere contro Marc dà ancora più motivazioni. Trovo questa una vittoria più solida di quella di Assen dello scorso anno. Lì aveva giocato l’infortunio di Lorenzo, altrimenti avrebbe vinto lui. Questa l’ho costruita passo dopo passo”.

SOGNO PREMONITORE – Forse Valentino ha anche poteri paranormali. “Quando ho creduto di potere vincere? Questa notte ho fatto un sogno, tagliavo il traguardo iniziando l’ultimo giro con 2”2 di vantaggio su Lorenzo. Ho sbagliato di qualche decimo appena”.

RECORD? NON MI INTERESSANO – Con il successo di Misano, Rossi ha superato i 5.000 punti in carriera e il primato di longevità, con il maggior tempo passato tra la prima e l’ultima vittoria. “A me i record non interessano, non penso certo a battere quello di vittorie di Agostini. Diciotto anni fa non pensavo neanche al mio futuro, non mi fregava niente se non vincere in 125. Bayliss ha vinto a 37 anni? Perché no, con il giusto allenamento si può fare”.

PIU’ FORTE CHE MAI – Valentino si sente nel momento migliore della sua carriera. “Penso di essere quest’anno il migliore Valentino di sempre. Ancora di più di quando vincevo 11 gare a stagione. Il problema sono i miei rivali, sono più forti e concentrati. Se penso a vincere un altro Mondiale? Certo, lo fanno tutti i piloti, e io ho ancora due anni per provarci. So che sarà difficile ma ci proverò, la cosa che più mi interessa è essere competitivo fino alla fine della mia carriera”.

EFFETTO MISANO – La pista è stata perfetta per l’impresa di Valentino. “Qui la Yamaha aveva un piccolo vantaggio sulla Honda e lo abbiamo sfruttata. Grazie anche a un ottimo lavoro nei box, che sarà utile anche per le prossime gare. Pensavo di potere vincere, perché Marc era in leggera difficoltà, ma bisognava fare i conti con Lorenzo. Un po’ di pressione la sentivo, sarebbe bastato un piccolo errore per mandare tutto all’aria”.

LA LOTTA – Nei primi giri, Rossi non ha risparmiato i sorpassi. “Ho fatto belle battaglie con Jorge e Marc, ma sapevo di potere tenere un migliore passo se avessi guidato io a corsa. Non mi sono accorto subito della caduta di Marquez, non sentivo più il rumore della sua moto alle mie spalle e poi ho visto la segnalazione dai box. Da quel momento è stato tutto più facile, ma avrei potuto vincere anche se non fosse caduto”.

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