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MotoGP, Misano: Valentino Rossi profeta in patria

GARA - Grande duello nelle battute iniziali con Marc Marquez che però cade. Secondo Jorge Lorenzo

Nemo Propheta in patria recitava un vecchio adagio. Nessuno è apprezzato fino in fondo in casa propria. Nel corso della storia sono stati infatti molti i rivolzionari, i sognatori, gli artisti che hanno vissuto conflitti, paure, disagi, e condanne da chi gli era prossimo.

Valentino Rossi da Tavullia, oltre ad aver vinto e dominato negli anni, ha sempre avuto dalla sua il proprio pubblico, la propria patria. Anche quando i risultati non arrivavano più, con il sopravanzare dell'età e dei giovani leoni che gli hanno conteso e conquistato lo scettro, lui ha avuto nella propria gente, nei propri tifosi, la linfa, quella spinta in più per cambiare, migliorarsi, adattarsi ad un nuovo stile ed una nuova guida.

Mancava dal gradino più alto del podio da più di un anno, quando conquistò la vittoria ad Assen. Oggi Valentino Rossi è voluto essere profeta in casa propria. Ha esorcizzato il suo spirito nel suo casco, con l'imposizione delle mani di chi, quella patria, quel box, lo vive quotidianamente. Un cannibale che più di ogni altro ha voluto la vittoria.

Desiderata, bramata in maniera evidente fin dai primissimi giri, quando si è trovato un Lorenzo davanti, ed un Marquez estremamente deciso alle spalle. Per ogni attacco una risposta: dura, decisa, ma sopratutto immediata. La forza di Rossi oggi è stata prima mentale e poi dettata dalla velocità, tanto da portare Marquez ad effettuare una staccata fin troppo potente alla prima del Rio che lo ha portato alla più classica delle scivolate, il primo errore di una stagione altrimenti perfetta.

Questa è stata la vittoria del tavulliano, che ha mantenuto un ritmo costante e veloce, mantenendo sempre le distanze con Jorge Lorenzo. "Sono contentissimo, è stata una grande gara, una grande soddisfazione. Ultimamente con Marc Marquez non succede tante volte di avere occasioni del genere, ma sapevo che oggi poteva essere la giornata giusta. Qui a Misano poi è speciale. Oggi la Yamaha era superiore alla Honda. Mi sono verametne divertito. Bello, bellissimo l'ultimo giro, ci ho messo un quarto d'ora, con tutti gli amici ed i tifosi che hanno festeggiato!".

Con questo alloro, Valentino Rossi è il pilota ad avere in carriera la più lunga striscia di vittorie. La prima infatti risale esattamente a 18 anni e 24 giorni fa.

Nulla ha potuto il suo compagno di squadra. Jorge oggi ha provato a scappare nei primissimi metri, a dettare il ritmo, cercando di approfittare di un duello tra Marquez e Rossi fatto di sciabola e fioretto, che sembrava poterlo avvantaggiare. Niente da fare: una volta passato in seconda posizione, Jorge non è riuscito più a recuperare quel distacco di circa due secondi e mezzo, chiudendo secondo: "Alla fine il secondo posto è irreale, perchè se Marc non fosse caduto sarei arrivato terzo. La gara è andata peggio di quello che mi aspettavo. La soluzione di partire con una dura all'anteriore era l'unica percorribile per me, ma non avevo grip al massimo angolo di piega all'inizio. Il ritmo è stato costante, ma non buono. Rossi invece ha guidato benissimo. E' bello comunque vedere due Yamaha davanti".

Il terzo gradino del podio è stato appannaggio di Daniel Pedrosa, che ha lottato per tutta la gara con un Andrea Dovizioso competitivo e molto veloce, nonostante una moto che, nelle battute finali, si muoveva molto. Daniel ha provato ad accarezzare l'idea di farsi sotto su Jorge Lorenzo a metà gara, ma senza successo. Per il portacolori Ducati invece, un'altra gara degna di menzione speciale, avendo contenuto il distacco dalla vetta in soli 5.5 secondi, e rimanendo ancora una volta incollato ad una Honda ufficiale, come era capitato a Silverstone.

Ottimo quinto anche Andrea Iannone che, dopo un inizio difficile, è riuscito a mantenere un ritmo costante che lo ha portato a tenere le distanze con Pol Espargaro, Bradley Smith, ed il duo Bautista-Crutchlow autori di un bel duello per l'ottava piazza.

E veniamo al giovane re, quel Marc Marquez che ha provato a sfidare frontalmente Rossi nelle prime battute. L'aveva promesso e l'ha mantenuto oggi: "proverò ad attaccare fin da subito", ed in effetti il duello con Rossi nei primissimi giri è stata un saggio di quello che si può definire "arte del motociclismo" con sorpassi duri ma corretti, controsorpassi, e due piloti pronti a non mollare mai.

E' stato un peccato vederlo scivolare all'ingresso del Rio quando, dopo aver frenato evidentemente molto tardi, ed aver inserito la propria moto, complice un cordolo ha perso l'anteriore. Non è riuscito a tenerla in piedi come tante volte il giovane Marc, segno tangibile di come oggi, nella patria di Rossi, il profeta non sarebbe potuto essere lui. Avrà tempo il campione del mondo per tornare aproferire il suo credo. A partire da Aragon, Spagna, terra di Marc...ma anche di Jorge e Dani.


CRONACA DI GARA

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