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SBK, Faccani, il campione della porta accanto

Calma e voglia di imparare. Il vent'enne proiettato verso la WSS col "maestro" Sofuoglu

A Jerez, Marco Faccani si è laureato campione europeo Stock 600 con una gara di anticipo. Il 20enne di Ravenna proveniente dal CIV ha così bissato il titolo ottenuto dalla compagine federale lo scorso anno con Franco Morbidelli. Come è naturale, verrà promosso. L’obiettivo è quello di tenerlo in Supersport con il team Puccetti ed affiancarlo ad un “maestro” della categoria come Kenan Sofuoglu. A meno che non senta le sirene della Moto2. Prima però, il ragazzo si merita una pausa celebrativa.

“L’intenzione è quella di tenere Marco con noi e fargli fare la Supersport – ha confermato il direttore sportivo Cristiano Migliorati Ora valuterò il nostro parco piloti per un degno sostituto nella Stock, dove vorremmo proseguire con Tucci. Marco mi ha fatto commuovere. Voglio bene ai miei piloti e mi affeziono, e poi bissare il titolo è ancora più bello. Soprattutto con il pensiero rivolto a Doriano (Romboni, nda)”.

Ogni pilota, fa storia a sé. “Rispetto a Morbidelli, Faccani è più ordinato e arriva sempre in anticipo, l’esatto opposto di Franco”, scherza Migliorati.

Il “body-language” del neo-campione sembra combaciare con la descrizione. Alto, buono studente, modi compassati, accento pacato, Faccani ha l'aspetto di un ragazzo come tanti altri della sua età. Solo, va molto più forte della media in sella ad una moto. Diplomato all'istituto di meccanica, si è iscritto alla facoltà di ingegneria – "lo studio è solo momentaneamente accantonato per concentrarmi sullo sport, ma non lo abbandonerò", promette. Figlio unico, ha ereditato la passione delle moto dal papà. Nel tempo libero, suona la chitarra. È single, "ma non c'è fretta".

“La svolta è arrivata dopo la seconda gara in Italia, a Misano – ha raccontato FaccaniHo preso fiducia, anche se già prima avevo capito che potevo fare bene. Ma ad Aragon non mi sarei aspettato di vincere, e men che meno a Portimão, una pista difficile dove non avevo mai girato prima. Oggi non ho pensato al campionato fino all’ultimo giro”.

Detto così, sembra tutto facile. “Ma non lo è stato – sottolinea Faccani – Oggi Caricasulo mi ha tenuto testa fino all’ultimo giro. Siamo praticamente vicini di casa, quindi lo considero quasi come un compagno di squadra. È una bella rivalità la nostra. A Magny Cours penserò solo a divertirmi”.

Non riesce a togliersi il sorriso dal volto, Faccani, ma trasuda umiltà con gesti misurati. Non dà segni di compiacimento, tanto che si affretta ad elogiare chi ha lavorato al suo fianco.

“Voglio ringraziare di cuore tutta la squadra per avermi sempre dato una moto veloce. Non conoscevo molto Romboni, ma so che mi stimava e credeva in me. Tutto questo è stato possibile anche grazie a lui”

Ed è solo l'inizio.

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