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Dall'Igna: copiare le jap? Ducati è unica

AUDIO. "La GP14 è al suo limite, ad Aragon vedrete qualcosa di nuovo. Il segreto? La relazione con le persone"

Il salvatore della patria Ducati siede tranquillo, facendo roteare un sigaro fra le dita. La mente analitica di Gigi Dall’Igna funziona anche nelle interviste, gli permette di valutare con cura le domande e anticiparle. È il suo lavoro anche nel Reparto Corse Ducati, trovare una soluzione per superare ogni problema. Da quando si è messo al comando della pattuglia rossa ha sbagliato ben pochi colpi e ora è venuto il momento delle novità. Il ‘suo’ primo prototipo comparirà ad Aragon, la GP15 in Malesia a febbraio. Intanto la Desmosedici attuale sta abbandonando le fattezze da brutto anatroccolo con cui era nata.

Dovizioso ha detto che è sorpreso dai miglioramenti nella seconda parte di stagione. L’ingegnere condivide la visione del pilota?

All’inizio si fa sempre fatica ad immaginarsi quello che accadrà, si sa solo di dovere impegnarsi per cambiare la situazione. Incominciando a lavorare si vede il potenziale e mi aspettavo un passo avanti durante i test invernali. Poi nel corso della stagione, grazie anche alle molte idee arrivate da Ducati Corse, abbiamo trovato il modo di evolvere la moto. È però anche importante poi consolidare le modifiche”.

Capire quando fermarsi?

Cambiare in continuazione non va bene, bisogna verificare che gli sviluppi funzionino su piste diverse per poi continuare ad andare avanti. È quello che abbiamo fatto, portando scarichi, carenature e lavorando sull’elettronica. Ad Aragon porteremo qualcosa di ancora diverso, anche se non ci sarà il tempo per sfruttare fin da subito tutto il potenziale del nuovo materiale che verrà affinato durante le prossime gare”.

Le novità di Aragon sono qualcosa di più del solito.

Sì perché ora per andare avanti sulla strada che abbiamo preso bisogna fare delle modifiche più importanti. Siamo arrivati alla fine di certe regolazioni”.

È la prova generale di quella che sarà la GP15?

No, la GP15 sarà un’altra moto. L’esperienza che faremo con questa la sfrutteremo per la moto del prossimo anno”.

Qual è la strada che seguirete con queste nuove evoluzioni?

Si sta seguendo la strada di un motore più contenuto nelle dimensioni e con un diverso posizionamento nel telaio”.

Gigi Dall'IgnaEra uno sviluppo previsto?

Lo avevamo programmato dalla terza o quarta gara. In verità era previsto per Motegi e l’abbiamo anticipato”.

L’evoluzione è nata da una scelta politica, aderire al regolamento Open.

Assolutamente, è stato il motivo per cui abbiamo deciso di correre con questa formula. Dal lato gomme abbiamo avuto a volte dei benefici, soprattutto in qualifica, mentre altre ci sono stati svantaggi in gara, come in Argentina e Indianapolis”.

C’è chi dice che questi vantaggi falsino le vostre prestazioni.

“Usiamo un po’ di benzina in più degli altri, non è un vantaggio importante. Anzi su tante piste non utilizziamo neanche 20 litri di carburante. Sul fronte gomme, come ho detto, i vantaggi li abbiamo prevelentemente in qualifica”.

A che punto è la GP15?

Stiamo incominciando a parlare coi fornitori. Arriverà a febbraio in Malesia secondo i piani”.

È stato più difficile intervenire sul lavoro di altri o incominciare dal foglio bianco?

La cosa più difficile, come sempre, è riuscite a instaurare i legami con le persone. Prima ero in un’azienda in cui avevo contribuito per il 70% alla scelta delle persone, in Ducati invece mi vedevano come nemico fino a un secondo prima. Costruire le relazioni è stato fondamentale”.

Si dice che il progettista sia il papà di una moto, se è concepita da altri non cambia l’approccio?

Non è un problema. Sicuramente con le moto che ho contribuito a creare c’è una relazione profonda ma considero la GP14 figlia mia a tutti gli effetti”.

Quale idea ti ha guidato per il futuro?

C’è stato un insieme di prove, di verifiche, di informazioni che ho voluto raccogliere prima di partire. Un errore che si fa spesso è quello di buttare via il lavoro fatto da altri e credere che la propria idea sia l’unica giusta. In realtà non è mai così. Si può imparare tanto dall’esperienza degli altri se si ha la volontà e la pazienza”.

Quale pregio ruberesti alla Honda e quale alla Yamaha?

Sono due moto completamente diverse, con i loro punti di forza, forse ruberei qualcosa in più alla Honda. Probabilmente la sua elettronica, mi sembra la più a punto. Ma sono considerazioni non degne di un ingegnere (ride)”.

Allora non ha senso domandare se la GP15 sarà più simile alla Honda o alla Yamaha.

Non sarà simile a nessuna delle due. Come sempre, se si copia è facile arrivare secondi”.

Per quanto riguarda il prossimo anno, ci potrebbero essere sei Ducati in pista. Quale sarà il materiale fornito?

Il team Avintia avrà delle GP14 in versione Open. Con Pramac stiamo definendo il pacchetto tecnico più opportuno da dare loro. Saranno sicuramente delle moto Factory ma ci sono aspetti tecnici che ci faranno decidere. Vedo Pramac come un team collegato al nostro e avrà sicuramente aggiornamenti e non escludo che possa avere la GP15”.

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