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MotoGP, Rossi: Marquez non vince il giovedì

"Il dominio pscologico non esiste per lui come non esisteva per me. La differenza la fa la velocità in gara"

Questa volta sarà record, anche se è uno di quelli di cui a Rossi non piace per nulla parlare. Il GP di Silverstone sarà il 246° nella classe regina, “e vuol dire che sono vecchio”, ride. Ce ne sarebbe anche un altro, quello assegnatogli da una rivista come pilota più pagato, “ma mi sa che in quel caso non hanno fatto bene i calcoli. Sulla mia età, invece, non ci sono dubbi”, continua a scherzare. Il morale alla vigilia del Gran Premio è alto, forse anche per via della maturità.

Valentino, dopo così tanti anni di carriera è cambiato il tuo approccio alle gare?

Devo dire che negli ultimi anni, soprattutto da quando sono tornato in Yamaha, sto vivendo il giovedì in modo diverso. Sono molto più tranquillo e sicuro di potere dare il 100% in ogni occasione. Quando ero più giovane la tensione era maggiore e anche nei due anni in Ducati era una giornata difficile. Ora va bene”.

Questa stagione non sta andando male, ma manca ancora qualcosa.

La vittoria, è la cosa più importante e quella che mi manca di più. È difficile dire su quale pista potrebbe arrivare l’importante è lavorare giorno dopo giorno per raggiungerla. A partire da domani. Sono abbastanza soddisfatto dell’inizio di questa seconda parte di stagione, sono salito due volte sul podio e sono stato sempre vicino ai migliori. Purtroppo non abbastanza per batterli. Devo migliorare il rendimento negli ultimi giri di gara”.

Silverstone è uno dei pochi circuiti dove non hai mai vinto.

Però mi piace molto, la metto fra le piste più belle della stagione ma anche fra le più difficili. È un circuito dove bisogna avere le palle, è tecnico, veloce, ampio. Nasconde molti trucchi per interpretarlo correttamente. L’anno scorso ero migliorato, anche se non abbastanza per puntare alla vittoria. Ora però sono più incisivo in frenata, guido meglio e devo fare un altro passo in avanti”.

Marquez è stato battuto a Brno, questo influenzerà la sua gara?

Non credo, anzi forse gli darà ancora più motivazioni che comunque non gli sono mai mancate in tutti gli altri GP. Inoltre a Silverstone Marc è molto forte, l’ha dimostrato lo scorso anno correndo dopo una lussazione alla spalla. Però anche le Yamaha si adattano bene a questo circuito”.

Anche tu hai dominato in MotoGP, sei d’accordo con chi sostiene che Marc vinca le gare ancora prima della partenza?

Non ho mai creduto a questa cosa, a un dominio psicologico sugli avversari, neanche quando lo dicevano di me. Per un pilota la cosa più importante è la velocità, sono i tempi che fai in pista quello che contano e che ti rafforzano mentalmente. Non c’è un segreto per dominare, è una combinazione di elementi, la capacità di alzare il limite e di mantenere sempre il controllo. Poi, ogni storia è diversa, quello che sta facendo Marquez è qualcosa di speciale anche perché il livello dei suoi rivali è veramente alto”.

Ci sono voci sul fatto che Lorenzo e Pedrosa vogliano cambiare i propri capi meccanici. Tu, che ci sei già passato, cosa puoi consigliare loro?

E’ difficilissimo parlare della situazione di altri piloti, solo loro sanno esattamente cosa succeda nel box. È una decisione molto personale e difficile, per me lo è stata. Non è stato semplice lasciarsi con Jeremy dopo tanti anni insieme. Però sentivo di avere un potenziale maggiore che non riuscivo a esprimere perché non si trovava il setting giusto. Per questo l’ho fatto, ma è impossibile dare un consiglio ad altri”.

Ultima domanda, quali sono le condizioni del mignolo infortunato?

La ferita non si è ancora chiusa e penso che questo fine settimana mi toccherà soffrire, soprattutto per infilare il guanto. Parlerò con i medici e decideremo come intervenire”.

Foto di Fermino Fraternali

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