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Camier: MotoGP? Meno fisica della SBK

"L'elettronica è più avanzata, specialmente l'anti-wheelie, e la moto pesa di meno. Restare in MotoGP? Forse"

Il 2014 non è iniziato sotto i migliori auspici per Leon Camier, restato suo malgrado “a piedi” dopo l’ingaggio di Eugene Laverty da parte del team Suzuki in Superbike. Il britannico però si è abilmente trasformato in sostituto di lusso, correndo prima al posto di Sylvain Barrier e Claudio Corti tra le derivate, e poi rimpiazzando l’infortunato Nicky Hayden sulla Honda Open. Alla vigilia del GP di casa a Silverstone, Camier ha condiviso le sue impressioni su entrambi i mondi, evidenziando similitudini e differenze.

“L’elettronica è molto più avanzata in MotoGP – ha detto il 28enne in forza al team Aspar – Il controllo dell’anti-impennamento è incredibile. La MotoGP è anche meno fisica della SBK, non solo perché la moto pesa di meno ma anche perché la guidi diversamente, affidandoti molto di più all’elettronica. Anche le gomme e le sospensioni cambiano, e ci sono molte variabili in più da gestire”.

Come ci si adatta alla MotoGP?

“Gli ingegneri di Aspar hanno fatto un piano molto preciso al mio arrivo per aiutarmi a capire la moto il più velocemente possibile. Sapevano la direzione da seguire, e mi hanno aiutato fin dall’inizio. Non ho sentito pressione, né sono stati fissati obiettivi precisi. Ho dovuto solo imparare e divertirmi. L’avere Frankie Carchedi (con il quale ha lavorato in passato, ndr) come telemetrista è stato di grande aiuto”.

Quali sono i punti di forza della Honda RCV1000R?

“Il telaio, indubbiamente, perché restituisce molto feedback e ti aiuta a trovare il limite velocemente. Mi resta molto margine di miglioramento, ma nelle prime due gare con la Honda mi sono subito trovato bene. La prima cosa che ho pensato quando ho visto la moto? Che non ci sarei stato sopra fisicamente. È una moto compatta ed era stata adattata a Nicky. Una volta fatti gli aggiustamenti per la mia corporatura, tuttavia, è diventata molto comoda”.

Che progetti hai per il 2015?

“Mi piacerebbe restare nel motomondiale, ma devo valutare le opzioni. In particolare il pacchetto tecnico, perché non voglio rimanere a qualsiasi costo. A prescindere dal campionato, vorrei correre con il materiale migliore a disposizione. Ma dei test e abbastanza tempo in sella, mi piacerebbe avere un’opportunità in MotoGP”.

Che obiettivi hai per Silverstone?

“Adoro la pista e ho bei ricordi degli anni passati. Sarà un fine settimana difficile, ma devo mantenere la stessa mentalità ed etica di lavoro. Non voglio montarmi la testa, ma semplicemente scendere in pista e lavorare come sempre. I risultati arriveranno…”

Andare a punti già alla seconda gara è un bel risultato…

“Mi sono divertito molto a Brno, battagliando in partenza ed imparando sempre di più sulla classe regina. Coprire l’intera distanza di gara ha migliorato la mia conoscenza della moto. Ho raccolto molte informazioni, che spero di usare al meglio questo fine settimana”.



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