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MotoGP, La piega: da Mike Hailwood a Marc Marquez

BLOG Come e perché si è modificato il gesto più coreografico dei campioni in pista

L'incredibile piega a 68° di Marc Marquez nei test di Brno - una caduta 'salvata' per abilità e fortuna - ha fatto parlare la scorsa settimana più dell'esito del Gran Premio stesso.

Addirittura alla prima apparizione di una delle immagini scattate dal fotografo Tino Martino dell'agenzia Milagro c'è stato chi, novello San Tommaso, non credeva che il pilota era rimasto in piedi.

A ragione a dire la verità perché per crederci bisognava essere in possesso di un bel bagaglio di esperienza nel campo degli pneumatici.

Del resto per il motociclista normale già i 45° sono un bel risultato.

Per soddisfare questa curiosità Paolo Scalera ha scritto nel suo BLOG un pezzo che ripercorre la storia del gesto più apprezzato dei campioni del motociclismo: la piega.

All'inizio degli anni '70 i migliori piloti del mondiale toccavano con la punta dello stivaletto in curva e Mike Hailwood - mica l'ultimo - diceva che il contatto gli serviva per verificare l'inclinazione della moto.

Erano i tempi in cui si stava composti sulla moto, in asse quasi perfetto, con il sedere sulla sella. Unica controindicazione: si bucavano gli stivali e, a volte, ci si feriva anche alle dita dei piedi.

Poi iniziò l'epoca del ginocchio in fuori.

Per fare un tuffo nel passato e scoprire il segreto delle attuali, impossibili, inclinazioni leggete il seguito cliccando QUI.

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