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MotoGP, A.A.A. Cercasi piloti con personalità

BLOG Ago, Sheene, gli americani. Il passato epico, che non ritorna per le storture del presente sistema

Il caso di Jack Miller, che sarà catapultato dalla Moto3 alla MotoGP e la recente introduzione della 'legge Quartararo' hanno fatto scrivere a Paolo Scalera queste osservazioni nel suo Blog.

Sono sicuramente fortunato perché quando ho iniziato il motomondiale, nel 1977, c'era ancora Giacomo Agostini in pista, e già brillava la stella di Barry Sheene.

Barry aveva 27 anni quando vinse il suo secondo titolo mondiale ed incarnava perfettamente l'epoca, che era quella della beat generation.

Avrebbe potuto essere una rockstar - con i suoi lunghi capelli, la Rolls Royce targata BS7 e la bella Stephanie McLean al suo fianco - ma era solo un motociclista. Eppure da un enorme cartellone a Piccadilly Square ammiccava in una pubblicità del dopobarba Fabergé.

Barry e James Hunt erano su tutti i tabloid al tempo. Il campione di moto e quello di F.1. Sullo stesso piano.

L'argomento, ovviamente, è la politica che oggi sposta e crea i piloti, li favorisce o li affossa, a seconda del fatto che siano personaggi o meno. C'è un po' di nostalgia in questo blog, ma anche la considerazione che i personaggi non si creano. E ci sono anche i personaggi silenziosi. Solo che bisogna riconoscerli.

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