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MotoGP, Marquez: traction control? solo per sicurezza

"I test non sono un grande vantaggio". Lorenzo: "tempi arrivati facilmente ma c'è ancora da fare"

Marc Marquez è un perfezionista e quando dice, dopo il primo posto sull’asciutto e sul bagnato, che non è “completamente felice” non gioca a palla coperta. O almeno, non solo. Nei suoi occhi ci sono i tempi di Lorenzo, soprattutto al mattino, quando si è piazzato a pochi millesimi da lui. “I test ci hanno dato un piccolo aiuto ma vogliono dire poco. Yamaha li aveva fatti lo scorso anno prima della gara e avevo vinto io mentre secondo era stato Dani”.

Già dopo Indianapolis il piccolo diavolo aveva avvertito che a Brno le cose non erano state facili e oggi sembra averne avute la conferma.

Arrivare con un setup di base che funziona aiuta, ma in questo punto della stagione l’abbiamo tutti – continua – Ci è servito a fare rapidamente le mosse giuste al mattino per sistemare alcune cose. Si dice che la Honda sia migliore rispetto a Yamaha, ma io penso che non sia del tutto vero. La moto perfetta, dico sempre, non esiste. Esiste invece il miglior pacchetto moto-pilota. Questo lo ammetto, per il mio stile di guida la Honda credo sia la migliore. Rispetto alla M1 siamo più incisivi in franata ma perdiamo nei cambi di direzione”.

Un piccolo neo che Marquez vuole eliminare e lo sviluppo continua. Proprio nei test a Brno ha provato a usare il freno posteriore al manubrio.

Per adesso non mi restituisce le stesse sensazioni di quello a pedale, una caduta è stata dovuto a quello – ricorda – Dovrebbe dare un vantaggio nelle curve a destra, ma bisogna montarli entrambi perché in quelle a sinistra per la posizione della mano non riesco a usarlo. Per ora non sono pronto per montarlo in gara, è normale perché sono abituato al comando a pedale e non ho gli automatismi per usare quella al manubrio. Questo non vuol dire che non lo proverò in futuro”.

Nella mattinata, Nakamoto ha anche dichiarato che il vero vantaggio della Honda non sta in qualche segreto elettronico ma nel polso destro dei piloti. Come la usa Marc?

“I controlli sono molto simili a quelli usati di Stoner ma è diverso il modo di usarli. Io il controllo di trazione lo utilizzo solo per sicurezza, mi piace che sia io a controllare la potenza mentre altri piloti preferiscono che lavori sempre. Per intenderci, non spalanco il gas e lascio che faccia tutto l’elettronica”.

Jorge LorenzoPiccoli segreti, che gli avversari cercano di carpirgli. Per primo Jorge Lorenzo che qui è sempre più convinto di potere tentare il colpo gobbo.

“Sull’asciutto siamo andati subito veloci, ma sul bagnato nei primi giri ho fatto fatica a mandare in temperatura la gomma. Con le slick invece ho fatto buoni tempi guidando in sicurezza, con facilità direi, ho ancora margine, ma ci vorrebbe un po’ più di tempo per migliorare la moto. Qualche idea che l’abbiamo, ma la pioggia ci ha impedito di provarle”.

Checché ne pensi Marquez, per il maiorchino sono gli ingegneri a dovere entrare in campo.

La moto è migliorata da inizio stagione, ma non mi permette ancora di fare certe cose. A inizio stagione inoltre io ho fatto più fatica di Valentino ad adattarmi ai cambi regolamentari e alle nuove gomme. Si aggiunge poi il fatto che Marc adesso ha più esperienza e la mente più libera, quindi è difficile colmare il gap con la guida. Penso che la nostra competitività, al momento, dipenda molto dai circuiti mentre la Honda è più completa, può vincere su tutte le piste”.

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