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MotoGP, Dovizioso: Rossi mi ha centrato? Tutto OK

"E' stato un contatto duro, ma ci sta. Marquez? Guida la Honda come una Moto2"

Se al via Valentino Rossi ha quasi avuto un orgasmo la gara di Andrea Dovizioso può essere definita un coitus interruptus. Per cinque giri Dovi è stato infatti incollato alla ruota di Valentino Rossi ed in certi momenti è sembrato addirittura in grado di superarlo. Poi un 'contatto' un po' duro ed il degrado delle gomme l'hanno respinto in quarta posizione, fino al 13° giro. Da lì è stata una progressiva discesa agli inferi con un 7° posto finale a 20" secondi dal vincitore che non rende giustizia alla bella gara di Andrea.

"Dei primi quindici giri, complessivamente, non posso lamentarmi - è il racconto del forlivese - i primi sei sono stati addirittura eccitanti perché in alcuni punti ero più veloce di Vale, anche se lui secondo me in quel momento non stava spingendo al massimo, ma non riuscivo a sorpassarlo perché se ci avessi provato ci saremmo toccati, visto che comunque la Yamaha è in grado di chiudere meglio le curve. Ci saremmo toccati. Anzi: gli sarei entrato dentro".

Lo ha fatto lui al tuo posto…

"Sì, ho sentito prima un colpo sul ginocchio della gamba sinistra, quindi la pressione è continuata sulla coscia, sino che alla fine mi sono ritrovato la sua ruota praticamente sulla spalla. Si può dire che l'ho tenuto in pista, ma non voglio fare polemiche: è stato un semplice contatto di gara. Con Valentino non ho ancora parlato ma mi hanno detto che in TV si è scusato".

E' difficile da capire il brusco calo. Con una gomma dura come quella a disposizione per le MotoGP sarebbe successo?

La tuta di Dovizioso dopo il contatto con Rossi"Non possiamo dirlo perché non la abbiamo mai provata. Forse sì, ma in realtà il calo degli pneumatici non è stato improvviso e va tutto ricondotto al fatto che per guidare la Ducati come l'ho guidata qui ad Indy c'è bisogno di molta forza. E inoltre devo usare più angolo dei miei avversari. Devo tenere giù la moto a forza, poi tirarla su con energia stando attento a non perdere l'anteriore. E' un tipo di guida molto stancante, che ovviamente non si può tenere per tutti i 27 giri. Gli ultimi dodici infatti sono stati molto difficili".

Finché c'è aderenza però la GP14 funziona.

"I problemi sono sempre gli stessi: non riusciamo a fare le stesse traiettorie degli altri perché non siamo in grado di rialzare la moto velocemente. Io devo cercare di raddrizzare le esse, perché non sarei mai in grado di far voltare la moto così rapidamente tenendo la traiettoria come fanno loro".

Come fa soprattutto Marquez.

"Marc va veramente molto forte, lui, non la Honda. Guida la RC213V come una Moto2: frena molto tardi, arriva impiccato e quando sembra non riuscire a far girare la moto la mette di traverso, la fa scivolare e chiude la curva. In questo modo guadagna tantissimo".

Che tipo di assetto serve per far funzionare una moto così.

"Non lo so veramente, perché la sua Honda è stabilissimo in frenata, ma poi gira anche stretta. Forse più che di assetto è una questione di guida".

Era partito bene anche Andrea Iannone, la sua gara però purtroppo è durata appena 14 giri.

"Purtroppo sono cose che capitano, con il nuovo motore avevamo avuto problemi anche nei giorni scorsi. Abbiamo azzardato montandolo per la gara  ma è andata male. Ha iniziato a perdere potenza e poi si è fermato".


 

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