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MotoGP, Indy: Marquez top-gun trascina Dovi in scia

Ottava pole dello spagnolo con il ducatista a ruota. Lorenzo terzo guida un poker Yamaha. Rossi 5º, Iannone 7º

L’occasione, si dice, fa l’uomo ladro, ed Andrea Dovizioso ha fatto “il colpaccio” nelle qualifiche della MotoGP a Indianapolis “imparando” dal primo della classe, Marc Marquez, autore dell’ottava pole position stagionale con un tempo di 1’31.619. Ormai, per lo spagnolo, abbiamo esaurito i vocaboli: fenomeno, freddo, spietato, anche oggi ha mostrato un altro colpo del suo vasto repertorio, evitando con grande attenzione di concedere riferimenti ai suoi diretti rivali (Pedrosa, Rossi e Lorenzo) per poi siglare al primo tentativo un giro record che domani gli consentirà di dare la caccia alla decima vittoria consecutiva partendo con pista libera davanti a sé.

Per Dovizioso invece viene in mente la parola “furbo”, ma anche “bravo”, perché mettersi dietro a Marquez è una cosa, tenere il passo è un’altra. Lo ha sicuramente aiutato anche il nuovo motore portato da Borgo Panigale, ma il forlivese ci ha indubbiamente messo del suo, ed è stato l’unico oltre Marquez e Lorenzo ad abbattere il muro di 1’32. Un risultato che sembra confermare la bontà della decisione da parte sia di Dovizioso che di Ducati di prolungare la collaborazione. Con una moto (almeno per ora) non al livello della concorrenza, in pochi hanno dimostrato una capacità pari alla sua di stringere i denti e cogliere l’attimo.

Chiude la prima fila Jorge Lorenzo (+0.250), che invece ha fatto tutto da solo. Fresco di rinnovo, il maiorchino sembra progressivamente più vicino alla forma migliore, sia sul giro secco che sul passo di gara. Tre Yamaha occupano poi la seconda fila con Rossi quinto tra i fratelli Espargaró, mentre Iannone ha chiuso in settima posizione davanti ad un Pedrosa un po’ anonimo. Le dichiarazioni dal parco chiuso:

Marquez: “Abbiamo fatto un gran tempo, ma soprattutto abbiamo un buon setup per la gara, sia con la gomma dura che con la morbida. Non resta che vedere che temperatura farà e decideremo la mescola da usare”.

Dovizioso: “Questa prima fila ci voleva, aiuta sempre per la gara. Fin qui siamo stati veloci in tutte le condizioni. In gara la vedo dura, dopo tre giri le gomme calano tanto e con il nostro sottosterzo il gap si amplifica, ma grazie anche a Marc siamo scesi sotto 1’32, e partire davanti aiuta”.

Lorenzo: “Abbiamo avuto qualche problema nella FP4, non so se per l’assetto o una gomma difettosa, perdendo un po’ di fiducia. In qualifica, con la morbida, la moto era perfetta".

Q2 – All’uscita dalla pit-lane, Marquez sembra più preoccupato di non offrire scie che di fare subito il tempo, cosicché Aleix Espargaró e Redding (entrambi con gomma “soft” al posteriore) si portano in vetta. Il tempo dello spagnolo sulla M1 Open è 1’32.423, mentre il britannico è tre decimi più lento.

Lorenzo rompe però gli indugi immediatamente con un 1’32.177, e Marquez accende subito dopo caschi rossi in sequenza. Anche Pedrosa sale fino al terzo posto, Iannone è quinto mentre Rossi naviga ai margini della Top 10 in ottava posizione. Va peggio a Dovizioso, fanalino di coda insieme a Crutchlow. Al primo vero giro lanciato (era andato lungo alla prima curva nella tornata precedente), Marquez sigla un 1’31.718 che lascia Lorenzo a tre decimi ed il resto degli inseguitori a sei decimi o più. Nessuno era mai sceso sotto 1’32, e l’apparente facilità con cui lo ha fatto lascia intendere che lo spagnolo aveva fin qui giocato a carte ben coperte.

Al secondo time attack, Pol Espargaró risale provvisoriamente dalla settima alla terza posizione. Anche Iannone e Dovizioso (in scia a Marquez) migliorano, con il forlivese addirittura sotto 1’32 a due decimi da Marquez. Arriva sul finale la tanto attesa reazione di orgoglio di Rossi, quinto alle spalle dei compagni di marca Lorenzo ed Aleix Espargaró. Settimo Iannone dietro a Pol Espargaró ma davanti a Pedrosa, Smith (caduto alla prima curva), Bradl, Redding e Crutchlow.

Q1 – Petrucci parte forte con un 1’33.680 ma viene rapidamente scavalcato da Bautista e Redding. È quindi la volta di Hernandez, autore di un 1’33.166 con gomma “soft” al posteriore. Restando in orbita Ducati, non riesce inizialmente ad andare oltre al quarto posto Crutchlow, autore anche di un “lungo” alla prima curva. Prima del consueto rientro ai box per il cambio gomme, Bautista migliora il tempo ma non la posizione in classifica. Lo spagnolo di Gresini rimane terzo.

Al rientro in pista, Crutchlow è il primo a scendere sotto il muro di 1’33 con un 1’32.941 ma viene subito scavalcato da un Redding in netta crescita: 1’32.829 è il tempo dell’esordiente, che accende immediatamente altri caschi rossi. Le posizioni restano invariate nei minuti conclusivi: passano Redding e Crutchlow, mentre Hernandez è il primo degli esclusi davanti a Bautista, Edwards, ed un sorprendente Camier, che precede Petrucci (17º) ed il compagno di squadra Aoyama.

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