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Suzuki V-Strom ABS: compagna di viaggio

VIDEO - Facile ed intuitiva, la nuova V-Strom ha la giusta potenza, con ingombri inferiori rispetto alle rivali da 1200cc

Correva l'anno 2002 quando Hamamatsu mostrò al mondo la prima Suzuki V-Strom 1000. Una pietra miliare, il nuovo punto di riferimento per la categoria delle maxi enduro.  Cambiano i tempi, le abitudini, passano gli anni, e le Maxi Enduro sono divenute regine assolute delle vendite, con una "corsa all'oro" fatta di potenze da supersportive o quasi, dotazioni elettroniche sempre più evidenti, ma anche un conseguente peso elevato e cifre non del tutto indifferenti.

Dodici anni sono passati, fatti di quiete, di calma apparente finchè Suzuki ha voluto intraprendere una nuova strada. Nessuna rincorsa come nel vecchio e freddo Klondyke, nessuna "febbre" per sfidare frontalmente le rivali consorelle. No, meglio prendere un nuovo sentiero battuto.

V-Strom 1000 ABS: nome tradizionale per una moto completamente nuova. Cilindrata da un litro, potenza? Non da supersportiva, ma anche dimensioni compatte per il suo segmento ed un peso contenuto (con solo KTM 1190 e Ducati Multistrada più leggere).  Ecco la giusta miscela tra prestazioni simili ad un 1200 e praticità di una Enduro Stradale di fascia media. Il sentiero battuto porterà ad un nuovo filone d'oro?

ESTETICA OLD STYLE - Lo sguardo di un vecchio appassionato Dakariano si illumina non appena vede il nostro modello appena ritirato per la prova. Un deja-vu, con ben presenti le immagini del vecchio DR-Z che nel 1988 concorreva fin sulle rive del lago rosa.

Dettami riproposti in questa V-Strom del 2014 attraverso il serbatoio da 20 litri ed il becco anteriore. Forse non avrà un look espressivo, cattivo, predominante e spigoloso, quasi a sembrare un poco acerbo, ma nel complesso convince. E sinceramente non ero così convinto di questa nuova strada percorsa. Anabolizzato - come tanti giovani d'oggi - da queste potenze strabordanti, da elettroniche da Superbike, mi attendevo una enduro stradale media, con i freddi dati a parlar chiaro, sottolineando una moto nuova, che sa il fatto suo: cilindrata portata a 1.037cc con alesaggio di 100mm e corsa di 66, 100 cavalli a 8000 giri/min, coppia di 103 Nm a 4000 giri.

Cala il peso che si attesta a 228 kg col pieno, due candele per cilindro. Rivisto il raffreddamento, che ha permesso di eliminare il radiatore dell'olio. Nuova anche la frizione antisaltellamento, con una rapportatura che ora vede una sesta marcia più lunga. Presente anche l'ABS Bosch collegato alle pinze Tokico ad attacco radiale con 4 pistoncini e dischi da 310 all'anteriore e 260 al posteriore. Elettronica? Il giusto: controllo di trazione presente, ma comunque escludibile e regolabile su due livelli.

Cerchi in lega a 10 razze da 19'' all'anteriore e 17'' al posteriore. La forcella è una Kayaba da 43 mm regolabile completamenente, mentre il mono ha regolazione dell'estensione e del precarico col pomello. Telaio doppio trave in alluminio, più rigido del 33% e più leggero del 13%. Forcellone in alluminio che, in questa nuova vita è più lungo, portando l'interasse a quota 1.555mm.  Ultimo ma non ultimo, da sottolineare anche il parabrezza facilmente regolabile nell'angolo di apertura ed in altezza su tre posizioni.

 

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100 CAVALLI POSSON BASTARE - Non so voi, ma ho sempre avuto un rapporto leggermente tormentato con queste Maxi Endurone. Colto sempre da quel leggero timore reverenziale dato da questi mastodontici mezzi da fermo, ogni volta che salivo in sella mi trovavo catapultato in un mondo avventuroso, con un controllo quasi inaspettato, e con un equilibrio eccellente.

Il tutto condito da potenze da capogiro. Cavoli se si sta in alto, ed ogni volta che si frena, si deve fare una manovra, ci si affida alla tecnica, considerando i 169 cm di altezza di chi scrive. Multistrada prima, KTM in seguito, senza dimenticare la GS Adventure o la XT1200 di Yamaha. Passano gli anni e ci si abitua.

Lo ammetto, davanti al nuovo V-Strom ho peccato leggermente di presunzione, senza aver capito che questa moto voleva tracciare una nuova strada a modo proprio. Salgo in sella. Tocco con entrambi i piedi in terra, sensazione nuova.

E' compatta questa V-Strom 1000, il manubrio è posto in alto, e la triangolazione mi piace e non poco, grazie anche alle pedane che in questa versione 2014 sono state arretrate di 1,5 cm. L'unico elemento ingombrante risulta il serbatoio. Comoda la posizione di guida nel traffico cittadino, sorprendentemente agile tra le auto della Capitale. Non avverto vibrazioni, ed il cupolino protegge il giusto. Prossima meta, i passi di montagna della Tolfa, percorso con buone curve, ma anche qualche strada leggermente dissestata.

La domanda che mi ronza in testa è una: 100 cavalli posson bastare? Vi anticipo subito la risposta. Si, ma non è questo il nodo fondamentale di questa moto.

GUIDA NATURALE - Il V-Strom piace per il suo equilibrio, la sua naturalezza con cui ti accompagna tra le curve. E' una compagna di viaggio. Ma torniamo al motore. Elettronico nell'erogazione, non ti fa tremare le mani, non offre quell'adrenalina che ti schizza dal polso destro al cervello.

Pazienza: il V-Strom vuole la guida, brama la piega, la scorrevolezza. Tira bene fin dai 2-3000 giri, senza strappi, ma con una progressione vigorosa e lineare. Ti prende fin da subito, coadiuvato con una trazione eccellente. Ecco, la mia supponenza iniziale è stata colpita in pieno: questa V-Strom è bella da guidare. Non adrenalinica per il motore, ma ti lascia libero di guidare senza pensieri. L'angolo di piega è grande. La stabilità? Eccellente. Una bicicletta con una stabilità invidiabile. Si, perchè il V-Strom è anche stabile all'anteriore. Modificare e aumentare l'angolo di piega simultaneamente? Fatto, e con naturalezza. Scende in curva veloce e graduale e, una volta impostata la piega, a meno che non lo vogliate, rimane letteralmente piantata.

Sembra di guidarla da una vita. Forse è proprio questo il segreto del V-Strom 1000. Meno peso, meno cavalli è una formula vincente e, a conti fatti, per strada la piccoletta non teme crisi d'identità o complessi di inferiorità. Anzi, fatela arrabbiare e, alla prontezza dei bassi e medi regimi, vi risponde anche con un allungo fino ai 9500 giri/min. La facilità di guida deriva dal perfetto equilibrio ciclistico, dal baricentro basso, dal peso limitato, dall'interasse crescito e dalle nuove sospensioni.

E' una moto stabile, anche alle alte velocità. Cambi di direzioni effettuati con lo sguardo, sopratutto pensando che in sella non si trovava un bisonte, quanto piuttosto un tester dalle fattezze di Daniel Pedrosa. Il cambio, buono, è stato invero utilizzato poco. La coppia infatti è sostanzialmente sempre presente, e ciò perdona anche degli ingressi in curva con un marcia di troppo.

Non staremo esagerando nelle considerazioni? Se dovessimo pensare al V-Strom come una diretta concorrente delle sorellastre, beh, forse si. In realtà questa Enduro Stradale Sportiva (così è stata definita) si comporta come Davide contro Golia. Non può difendersi in termini assoluti, e allora gioca d'astuzia.

Leggera, con meno cavalli ma tanta coppia. Ma sopratutto, il segreto di questa moto risiede nel suo equilibrio. L'elettronica? Si è vero, c'è, ma la mappa numero 2 risulta fin troppo invasiva, mentre la numero 1 risulta avere una buona tempistica d'intervento. Sapete però cosa? Ho preferito toglierlo quando davanti a me, dopo una leggera sosta, mi si è presentata davanti un'ulteriore serie di curve. E, tanto per non farci mancare nulla, abbiamo affrontato anche qualche tratto di strada bianca, con questa moto che conferma la sua naturalezza alla guida.

Avremmo voluto dirvi qualcosa di più sull'ABS, ma sostanzialmente non è mai entrato in azione. L'antibloccaggio infatti ha una soglia di intervento molto elevata. Nota di demerito: non sono presenti di serie i paramani ed il cavalletto centrale.

CONCLUSIONI - Il nuovo V-Strom 1000 è una moto che deve essere capita guidandola. Suzuki ha tracciato la sua strada personale e, sinceramente, ha centrato la sua personalissima sfida. E' una sconfitta sulla carta (per chi si sofferma ai dati di potenza e cilindrata) vincente su strada, un Davide contro i giganti Golia che a fine giornata regala grandi sorrisi.

Può emozionare o meno, indubbio, considerando come sia una moto da guida stilistica e non adrenalinica, così come il design potrà non ispirare il massimo delle emozioni, ma raramente ho trovato una moto di queste dimensioni così facile e naturale.

Lo ammetto, avevo peccato di presunzione nel giudicarla prima di salirci in sella. Eppure, dall'alto dei miei 169 centimetri, dovrei ben sapere che dove non arriva il fisico si sopperisce con altre qualità. Cento cavalli posson bastare? Si, ma la V-Strom 1000 è molto di più.

 

 

Abbiamo messo alla prova la "piccola" Sport Enduro Stradale di Hamamatsu con i seguenti capi tecnici Dainese:

AX-8 DUAL EVO
Un casco estremamente versatile destinato ad un utilizzo tanto stradale quanto off-road. Il design e la linea richiamano inevitabilmente l’AX-8 Evo dal quale è derivato, ma grazie a caratteristiche tecniche aggiuntive, come la visiera ed il meccanismo visiera specifico, la presa aria muso apribile ed una ventilazione supplementare apribile sul top, garantisce tutte le prestazioni ed il comfort di un casco da strada. Il sistema di ventilazione integrato IVS si compone di canalizzazioni ricavate direttamente nella calotta che garantiscono un flusso d’aria ottimale all’interno del casco. Gli interni, con trattamento igienizzante e realizzati in Dri-Lex® traspirante, sono completamente removibili e lavabili, incluse le coperture del cinturino. Per la zona visiera vengono utilizzate coperture in plastica morbida che, a differenza dei tessuti, non si impregnano e sono facilmente lavabili. La presa aria muso è facilmente removibile senza attrezzi e garantisce un ottimo flusso dell’aria. Il sistema di ritenzione ha la chiusura DD con doppio anello.

 

ARCHIVIO PELLE

Il borbottio dei cilindri al minimo, le luci che si riflettono sul serbatoio lucido e sulla cromatura degli scarichi, l’odore dell’olio bruciato. Il fascino del mondo degli anni ’60 e’70 è celebrato in questo giubbotto dalla grande personalità e dai dettagli curati, che prende il nome dall’archivio Dainese, dal quale trae ispirazione.
Archivio Pelle è confezionato in pelle bovina tinta in capo per donargli un look vissuto e vintage, che maschera soluzioni tecniche moderne come le protezioni morbide Pro-Shape e la predisposizione per il paraschiena. I richiami alle leggende del motociclismo che lo caratterizzano, rendono questo giubbotto un must buy per tutti gli amanti della storia del motociclismo.

 

CARBON COVER

Anima racing e aggressività caratterizzano questo guanto corto in pelle bovina, pensato per aggredire l’asfalto in sella alla propria moto godendo di un’ergonomia e protezione di alto livello, grazie agli inserti brevettati Microelastic ed all’ergonomia studiata per la guida sportiva.

Dotato di inserti compositi in fibra di carbonio sulle nocche, sulle dita e costruzione del mignolo rinforzata con inserti in TPU, Carbon Cover ST è la scelta dell’utente sport tourer più esigente. Palmo in pelle di capra, costruzione con un pannello unico di pelle a protezione delle cuciture sul taglio della mano, cinturino antiscalzamento e foratura sul lato interno delle dita completano questo guanto disponibile anche in versione Lady.

 

 

P. D1 DENIM

Pantaloni in tessuto denim, rinforzi interni con maglina in fibra di marca. Kevlar® ; Pro-Shape: protettori morbidi certificati secondo la norma EN 1621.1/97

 

PEAK D-DRY

Protettori compositi removibili certificati secondo la norma EN 1621.1/97, Pro-Shape: protettori morbidi certificati secondo la norma EN 1621.1/97 sui fianchi, Tessuto poliammide alta tenacità, Regolazione ampiezza fianchi, Cerniera su fondo gamba, Cerniera aggancio giubbino-pantalone, Protettori ginocchia regolabili in altezza, Temperature adjustment, Membrana di marca D-Dry® impermeabile e traspirante, Tessuto esterno con trattamento idrorepellente, Membrana laminata con tessuto esterno, Fodera termica removibile, Inserti rifrangenti, 2 tasche esterne anteriori

 

 

 

LONG RANGE C2 D-WP

Viaggiare, attraversando valli e monti, città e campagne, fino al mare ed oltre. La moto come mezzo per scoprire il mondo e lasciarsi la quotidianità alle spalle. Long Range è studiato per i moto-turisti attenti a sostanza e qualità.
Dotato di inserti in nylon sui malleoli e inserto in TPU sulla tibia, questo stivale impermeabile in pelle bovina presenta una chiusura laterale con zip e velcro dalla facile apertura. L’ergonomia della tomaia e l’utilizzo di inserti in tessuto elastico facilitano il movimento del piede durante la guida e una volta scesi di sella, per consentire un comfort adeguato anche dopo molte ore di utilizzo.

 

 

 

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