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L'altro mercato: scenari del dopo-Crutchlow

Molte moto ma pochi piloti, Rea e Laverty in attesa e il nodo Aprilia non è ancora sciolto

Lo spostamento da Ducati a Honda di Cal Crutchlow potrebbe essere l’unica sorpresa di un mercato piloti quanto mai scontato. Il motivo è presto detto, una volta che i quattro big hanno deciso – relativamente presto - di rimanere sulle rispettive moto non c’è stato nessun fermento per occupare le selle rimanenti. Un motivo è che la MotoGP ha raggiunto un livello tale che a parte i magnifici – o soliti – quattro, tutti gli altri sembrano destinati solo a far numero.

TANTE SELLE, POCHI PILOTI - Con qualche eccezione, sia ben inteso, perché Dovizioso ha dimostrato di potere puntare al podio con una Ducati non proprio competitiva, Iannone di avvicinarsi e lo stesso Crutchlow quando era su una Yamaha satellite aveva fatto vedere cose egregie. Sono però mancate le ‘seconde linee’, i Bautista, i Bradl, gli Smith, i Pol Espargarò, che non sono riusciti ad affacciarsi nelle posizione di vertice (se si esclude un podio per Alvaro) in questa prima metà della stagione.

Un’altra ragione è che per i team privati è difficili lanciarsi in scommesse pericolose a meno che la Casa di riferimento non sia alle loro spalle. Ecco perché Cecchinello sta cercando Cal, pilota esperto e interessante per i mercati del Nord Europa. Però il manager veneto non è l’unico a dovere mediare fra l’esigenza di far tornare i conti e quella di fare risultati. La verità è che, al momento, sembrano ci siano più manubri liberi che piloti pronti a impugnarli.

MOTO2? MEGLIO LA MOTO3- Anche perché la Moto2, riserva di giovani talenti, in questo momento non offre molto. Il leader della classifica, Tito Rabat, non ha attirato grosse attenzioni e scorrendo la classifica verso il basso, Viñales a parte, ci sono ben pochi nomi su cui puntare. Kallio la sua occasione l’ha già avuta, Aegerter e Luthi interessano più per il passaporto che per le prestazioni, Corsi rimarrà in Moto2. Gli unici due piloti che potrebbero avere una possibilità sono Folger e Salom, che però potrebbero decidere di continuare nella classe intermedia dove sono al debutto.

Ecco perché Honda vuole Miller, perché sembra sia saltata una ‘generazione’ e i talenti più interessanti siano nella classe cadetta. Quella di Jack, ma anche di Marquez, Fenati, Rins, Bastianini, piloti veloci e insieme ‘personaggi’. Nessuno di questi però – oltre all’australiano – vuole fare un salto così grande.

GLI SCENARI - In attesa di conoscere la decisione di Crutchlow, gli scenari si aprono. Se l’inglese andasse via dalla Ducati a Bologna la squadra ufficiale sarebbe già fatta, con Dovizioso e Iannone. In Pramac Hernandez è già confermato e a fianco a lui potrebbe arrivare Eugene Laverty, nei confronti di cui Dall’Igna ha un debito di riconoscenza e con cui c'erano già stati contatti alla fine della scorsa stagione.

Per rimanere in orbita Superbike, un altro pilota che potrebbe fare il salto nei prototipi è Rea. Il britannico è sempre rimasto fedele alla Honda che vorrebbe ricompensarlo con una Open. Se sarà Miller a prendere quella libera da Gresini, Jonathan potrebbe trovare una sistemazione da Aspar. Aoyama infatti sembra fuori dai giochi e Rea sarebbe il pilota giusto (soprattutto se sponsorizzato dalla Casa madre). Rimane, per il team spagnolo, l’incognita Hayden. L’americano sta attraversando un calvario a causa del suo polso e le ultime operazioni potrebbero non avere risolto la situazione. Il contratto per il prossimo anno è già firmato ma a fronte di problemi fisici importanti potrebbe lasciare. Con chi sostituirlo? Bautista sembra essere la scelta più logica.

Rimane libera anche una Factory, la Yamaha di Tech3 guidata da Smith. L’inglese in un anno e mezzo non si è dimostrato competitivo e la sua avventura con il team francese sembra essere arrivata alla fine. La struttura di Poncharal è una sorta di struttura Junior e cercherà di puntare su un giovane, magari proveniente dalla Moto2.

IL NODO APRILIA - Inoltre c’è il nodo Aprilia, che da Noale non hanno ancora voluto sciogliere. Nonostante le tante voci, la data per il rientro ufficiale in MotoGP rimane il 2016. Nonostante il recente ingaggio di Biaggi come tester, dopo l’addio di Dall’Igna e la perdita del team Aspar lo sviluppo procede a rilento. La nuova moto è ancora sui PC e per il prossimo anno non sembrano esserci molte squadre disposte a puntare sulla ART aggiornata. Rientrare vorrebbe dire farlo con una squadra ufficiale e piloti di livello, e a questo punto l’unica freccia nell’arco di Aprilia sarebbe Melandri ma potrebbe essere interessante avere Bautista con sé.

Fa parte della galassia Aprilia anche Danilo Petrucci che pare intenzionato a rimanere in MotoGP nonostante già in passato abbia già ricevuto offerte da Case ufficiali per passare in SBK. La sua è una scelta rischiosa perché nella classe regina è difficile trovare una moto e una struttura che permetta di provare il proprio valore quando non si ha la possibilità di passare dalla porta principale. La sua situazione è comune anche ad altri piloti - Barbera, per fare un nome - che su moto scarsamente competitive recitano la parte di comparse. Elias ha dimostrato che a volte cambiare aria fa bene.

Altri scenari tutti da scoprire.

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