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Pierer: KTM correrà in MotoGP nel 2017

La moto si chiamerà RC16, sarà un V4 e avrà telaio in tubi. Primi test nel 2015, una wildcard forse nel 2016

Di un interessamento di KTM per la MotoGP se ne parla da anni, dal 2002 almeno, quando il primo tentativo di entrare nella classe regina fu abortito. Ora i tempi sono maturi e a confermare l’entrata della Casa austriaca nel mondiale prototipi è l’amministratore delegato Stefan Pierer, in un’intervista rilasciata a Speedweek.

Il boss di KTM non usa mezze parole e snocciola i programmi futuri scendendo nei dettagli: “la moto si chiamerà RC16 e monterà un motore V4 di 1000 cc. Il propulsore sarà pronto per le prove nel maggio del 2015 e il primo collaudo della moto completa è programmato per l’autunno del 2015. Il 2016 lo useremo per lo sviluppo e potremmo partecipare come wild card in una delle ultime gare dello stesso anno. Nel 2017 correremo tutto il campionato”.

Il progetto è ben definito, anche per quanto riguarda la ciclistica, “il telaio sarà in tubi come sulla nostra Moto3 e useremo sospensioni WP (marchio di proprietà della KTM ndr) che hanno già dimostrato di essere vincenti in Moto2 con Rabat e Kallio”.

La RC16 non sarà però solo una moto che correrà in MotoGP, ma anche un prodotto esclusivo da vendere a facoltosi clienti che vogliano usarla in pista. “Attualmente vendiamo tra le 70 e le 80 Moto3, posso immaginare che potremmo piazzare un centinaio di RC16 all’anno – continua Pierer – Sarà una moto per l'uso esclusivo in pista e potrebbe costare dai 150 ai 200mila euro”. Una via di mezzo, quindi, fra una Superbike di lusso e un prototipo.

Il contenimento dei costi sembra essere una linea guida dell’intero progetto, anche perché KTM – come già fa nella classe cadetta – non è intenzionata a entrare con un team ufficiale ma vuole vendere le proprie moto. Penso che Dorna voglia che il costo delle moto dal 2016 sia di un milione di euro, allora quello sarà il nostro obiettivo – spiega l’AD – Ma soprattutto vogliamo fornire a tutti i clienti l’identico materiale, come in Moto3. Della progettazione del motore se ne occuperà l’ingegner Kurt, che ha disegnato quello della Moto3. Con il primo tentativo nel 2002 abbiamo sbagliato, ma abbiamo imparato molto in questi dieci anni”.

Non resta che aspettare per vedere un po’ di arancione in MotoGP.

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