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MotoGP, Stagioni a confronto: Marquez batte tutti

Crescita incredibile per Marc, bene anche Rossi e Dovizioso. Dietro la lavagna Pedrosa e Lorenzo

Se per molti le vacanze devono ancora iniziare, per altri sono già agli sgoccioli. I piloti della MotoGP stanno abbandonando le spiagge dorate e pensando alla seconda parte della stagione che inizierà fra una settimana a Indianapolis. C’è chi ha potuto godersi il break estivo e chi invece ha utilizzato la pausa per cercare di resettare un anno iniziato in salita. Le prime nove gare hanno avuto un solo dominatore, Marquez, impossibile da battere per tutti.

Rispetto al 2013 non sono stati molti i piloti ad avere cambiato moto, ma le difficoltà che in tanti hanno incontrato ha portato a uno scenario completamente differente rispetto a quello dell’anno passato. Se fossimo a scuola, più di un avrebbe qualche materia da recuperare per passare gli esami finali e a dirlo sono i numeri.

MARQUEZ E ROSSI PROMOSSI – Il primo della classe è, come detto, Marquez. Anche al giro di boa dello scorso anno il catalano era davanti a tutti, ma questa volta ha 62 punti in più in classifica. Se, già nel 2013, per un debuttante otto podi e tre vittorie sembravano un bottino incredibile, alla sua seconda stagione in MotoGP Marc è stato semplicemente perfetto. Non ha sbagliato nulla, nemmeno in gare difficili come ad Assen con il flag-to-flag o in Germania con la partenza dai box.

Chi ha fatto vedere buoni miglioramenti è stato anche Valentino Rossi, rispetto alla scorsa stagione il pesarese ha 24 punti in più (nel 2013 aveva pesato lo zero del Mugello) e cinque podi contro quattro. Il Dottore, soprattutto, si è mostrato costantemente più vicino ai migliori anche se qualche pecca c’è ancora. Innanzitutto soffre ancora troppo in qualifica e poi gli manca quella vittoria che aveva conquistato in Olanda.

PEDROSA E LORENZO DIETRO LA LAVAGNA – Può sembrare un controsenso, ‘rimandare’ un pilota che è secondo in campionato ed è salito sei volte sul podio ma da Pedrosa ci si aspettava di più. Dani è sulla moto migliore nel team migliore, ma – Barcellona a parte – non è mai riuscito a impensierire il compagno di squadra. Nel 2013, a questo punto, aveva già vinto due GP.

I numeri sono ancora più spietati con Jorge Lorenzo, il grande assente di quest’anno. Nel confronto fra le due stagioni, mancano 40 punti, tre vittorie e due podi. Senza contare che nel 2013 aveva corso ad Assen fresco di operazione e aveva dovuto saltare il Sachsenring. Il maiorchino non è tipo che molla, ma queste nove gare sono state un piccolo calvario, fra gomme indigeste e fantasmi del passato.

Andrea Dovizioso e Andrea IannoneLA DUCATI FA BENE AGLI ITALIANI – La sorpresa della prima parte di campionato è stato Andrea Dovizioso. La Desmosedici ha ricevuto ben pochi aggiornamenti rispetto al 2013, ma il forlivese è riuscita a portarla sul podio per ben due volte, di cui una (ad Austin) sull’asciutto. I 18 punti in più in classifica non rispecchiano da soli tutti i suoi meriti. Bene anche l’altro Andrea, Iannone, che vede una differenza in positivo di 38 punti. Il pilota di Vasto ha fatto tesoro degli errori della scorsa stagione – in cui era debuttante – e sta concretizzando il suo talento. Il colore rosso per il 2014 se lo è meritato.

Disastro invece per Cal Crutchlow, che sembra essere l’antitesi della Ducati. Per lui il record negativo sul bilancio, con 88 punti in meno rispetto al 2013 (e quattro podi). L’inglese è stato anche vittima di guai meccanici che hanno compromesso alcune gare, ma la situazione non sarebbe molto diversa. Cal non riesce a guidare come sa e il resto viene da sé. Sperando che il prossimo anno la nuova moto risolva tutti i problemi.

SATELLITI IN CADUTA – Le loro selle traballano e guardando la classifica è facile capire il perché. Bautista ha 21 punti in meno rispetto al 2013, Bradl 28 e Smith 3. C’è poco da aggiungere, con mezzi comunque competitivi nessuno di loro è riuscito a farsi valere (e vedere), a parte un podio per Alvaro. Difficile trovare giustificazione, soprattutto, per due piloti come lo spagnolo e il tedesco, che ormai conoscono bene sia moto che squadre.

Anche Bradley però sta deludendo, dopo dei buoni test invernali. Se lo scorso anno era stato di apprendistato, questo sarebbe dovuto essere quello della conferma. Invece l’inglese cade ancora troppo e mostra solo a tratti quale potrebbe essere la sua velocità.

OPEN A DUE FACCE – Per quanto riguarda la nuova categoria, Honda ne avrà pure seguito lo spirito ma chi si è messa in luce è stata Yamaha. Almeno con Aleix Espargarò. Lo spagnolo, che già si era messo in mostra con l’Aprilia, ha 15 punti in più nel cassetto ed è stato più volte sotto i riflettori in qualifica. A differenza del suo compagno di box Edwards. Male per Nicky Hayden, in tutti i sensi. Il polso gli sta dando tanti problemi (e la sua carriera è a rischio) e la moto non lo aiuta. Il risultato? Sono 36 punti in meno rispetto all’anno scorso, quando guidava la Ducati.

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