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MotoGP, WDW: Dovizioso, è il tuo momento!

MERCATO La firma di Dovi aprirà una nuova fase di contrattazioni per i runner-up della MotoGP

L'annuncio potrebbe arrivare questa sera, allo 'Scrambler Beach Party' che segnerà l'inizio del WDW, il World Ducati Weekend.

La firma di Andrea Dovizioso è lontana dall'essere una formalità: il Dovi, dopo i buoni risultati di quest'anno, che includono un terzo ed un secondo posto, si aspettava riconoscenza…economica. Cioè un ingaggio superiore a quello percepito per il biennio che si concluderà a Valencia quest'anno.

Le sue aspettative, però, sono andate deluse: evidentemente per attirarlo in quel di Borgo Panigale, alla fine del 2012, gli era già stata fatta una offerta generosa.

Del resto la sua unica, reale, alternativa era la Suzuki ma perché cambiare? Passare da una moto in via di sviluppo ad un'altra? E soprattutto senza la 'spinta' che essere un pilota Ducati comporta a livello di immagine?

Piuttosto ora il problema si sposta sulla seconda guida: Andrea Iannone, che Virginio Ferrari, ex vicecampione del mondo della 500 nel 1979 ha definito "veloce quando Marquez, considerando la moto di cui dispone", la cui sistemazione è in stand-by.

La Ducati infatti ha fatto valere l'opzione che aveva su di lui, che potrebbe liberarsi solo per una offerta economica superiore, ma non ha ancora sciolto il dubbio sulla destinazione: team ufficiale o Ducati-Pramac?

La firma di Dovizioso, comunque, sicuramente a questo punto smuoverà le acque e permetterà a Suzuki, che ha giocato praticamente su tutti i tavoli in questa prima parte della stagione, di puntare decisamente sul britannico.

Così, quando arriverà l'ufficializzazione anche di Jorge Lorenzo - contratto annuale, 1+1 con clausola che permette ad entrambe le parti di liberarsi - tutti i big saranno a posto ed inizieranno le danze per il sotto-clou.

In attesa di essere invitati a ballare per il prossimo anno ci sono diversi buoni piloti che però, per troppo tempo, hanno rivestito il ruolo di promesse. Ecco nomi e possibili destinazioni dei runner-up del motomondiale. Ottimi piloti che però purtroppo per il momento non fanno la differenza.

ALVARO (POCO) CORSARO - Alvaro Bautista è uno di questi. Quest'anno ha fatto un podio in Francia, a Le Mans, ma è un po' poco per uno che da anni corre su moto ufficiali ed ha un sacco di esperienza. Inoltre il suo passaporto spagnolo non lo aiuta visto che oltre ai vari Marquez e Pedrosa arriva dietro o troppo vicino anche ai fratelli Espargarò. La sua prossima destinazione potrebbe essere la Honda 'Open' del team di Jorge Aspar Martinez, al posto di Nicky Hayden, se il suo polso non migliorerà, o di Aoyama, visto che il giapponese, già recuperato, non è un fulmine di guerra.

PREFERISCO UN TEDESCO - Fra coloro che son sospesi c'è anche l'unico pilota germanico dello schieramento, Stefan Bradl. Il figlio di Helmut è veloce, ma in tre stagioni non ha fatto il passo avanti che ci si aspettava da lui e la classifica lo vede solo al 9° posto, con un miglior risultato di un quarto posto ad Austin, in America. Certo, Stefan piace a Red Bull e certo il suo passaporto gli consentirà di rimanere in MotoGP, ma a meno di miracoli dell'ultima ora potrebbe cambiare squadra. Per andar dove? Se la Honda deciderà di tenerlo la destinazione potrebbe essere un suo team Open, ma Bradl potrebbe interessare anche alla Yamaha, con similare equipaggiamento. Magari al posto di Bradley Smith nel team Tech 3, oppure nel team Forward che potrebbe perdere entrambi i suoi piloti.

VOGLIO UNA MOTO UFFICIALE - L'obiettivo di Aleix Espargaro è una M1 identica a quella del fratello Pol, ma solo Hervé Poncharal potrebbe dargliela e comunque Aleix si troverebbe sempre in seconda linea rispetto al suo consanguineo. Per lui una opzione migliore potrebbe essere uno dei team satellite Honda, ma quale visto che Fausto Gresini probabilmente sostituirà Bautista con Scott Redding e Lucio Cecchinello è alla ricerca del colpo di fortuna che gli faccia trovare un altro Stoner?

Il più anziano degli Espargarò è comunque pilota veloce ed ha ricevuto offerte sia da Suzuki che da Ducati, visto che Gigi Dall'Igna lo conosce bene.

DI SHEENE CE N'E' (STATO) UNO - Scott Redding è l'ennesima speranza britannica. Ogni anno ne abbiamo una ed ovviamente dopo la brutta stagione di Crutchlow ora è il turno di Redding. Peccato che Scott a parità di moto abbia fatto solo marginalmente meglio di Hayden che, a causa del polso, ha saltato tre gare.

DA OXFORD SENZA FURORE - Quando Bradley Smith è approdato al team Tech 3 in molti si sono chiesti se Hervé Poncharal fosse impazzito. In realtà anche se il suo palmare non è niente di eccezionale Bradly è un ottimo pilota, con un solo difetto: casca troppo. In compenso ha una pronuncia inglese perfetta. In questo è meglio di Sheene. Dove andrà Smith? Ecco, questa è una buona domanda.

Colin EdwardsPROSSIMA (ED ULTIMA) FERMATA INDY - E' una voce che circola da un po': Colin Edwards potrebbe anticipare il suo ritiro definitivo correndo l'ultimo Gran Premio ad Indianapolis. Colin, sei un personaggio fantastico e ci piange il cuore a vederti così nelle retrovie, senza più alcuna spinta. Ci mancherai.

IL CUORE OLTRE L'OSTACOLO - Nicky Hayden è uno di quei piloti che non si dimentica. Per trovarne un'altro con la sua umanità, disponibilità, coraggio e buon carattere dobbiamo tornare a Wayne Rainey. Purtroppo Kentucky Kid sta affrontando il destino del grande rivale di Wayne, Kevin Schwantz, sotto forma di un polso veramente malandato che non gli consente di esprimersi più al suo livello. La Honda gli ha offerto un ruolo di collaudatore, per il futuro, ma Nicky vorrebbe continuare a correre. E noi con lui.

IL COLOSSO DI TERNI - Non sarà Marc Marquez ma Danilo Petrucci merita considerazione. Se avesse accettato le offerte che ha ricevuto oggi sarebbe in Ducati, inizialmente come collaudatore, ma poi sicuramente al posto di Hernandez e chissà come sarebbe andata. Le sue ambizioni momentaneamente sono tarpate da un team affetto da egocentrismo a cui non ha fatto riscontro coraggio, supporto economico ed organizzazione. Senza lilleri 'n si lallera dicono in toscana e il motto ha senso anche a Terni. Se l'Aprilia fare seguire i fatti alle parole Danilo è candidato a sviluppare (assieme a Max Biaggi) il prototipo del ritorno, ma al momento l'orizzonte è cupo.

 

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