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MotoGP, Sachsenring: il Bello, il Brutto e il Cattivo

Marquez accende la nona stella, la Direzione Gara spegne tutte le luci con la sua assenza

Sarebbe meglio tirare una riga e ricominciare tutto da capo, magari estraendo le moto a sorte. Marc Marquez riesce ad avere la meglio anche nella partenza da gara paesana e la riconferma è ormai così scontata da dovere entusiasmarsi con record polverosi. Negli altri box sventola bandiera bianca e le tre settimane di vacanza difficilmente cambieranno la situazione. Intanto, ci godiamo un Iannone finalmente concreto, il podio di Corsi e le belle prestazioni di Morbidelli e Ferrari. C’è anche qualcosa di cui vorremmo dimenticarci, la condotta della Direzione Gara. Nessuno è perfetto ma a tutto c’è un limite. O forse no.

IL BELLO – Il cavallo pazzo è stato domato e Andrea Iannone ha fatto la gara giusta al momento giusto. I vertici Audi al Sachsenring hanno potuto applaudire un proprio pilota e preparare la penna per il rinnovo. Il talento guascone del pilota di Vasto sta trovando la sua forma definitiva e quello che abbiamo visto ci piace. Non chiamatelo più Crazy Joe.

Valentino RossiIL BRUTTO – I nostri due marinai più esperti questa volta si sono perduti in una pozza d’acqua. Rossi e Dovizioso sono sempre stati pronti al gioco duro ma al momento di mettere le carte sul tavolo gli assi erano dall’altra parte. Questa volta la spagnolata è stata inevitabile e i due italiani hanno qualcosa da rimproverarsi. Un GP storto non cambia il giudizio – buono – sulla loro stagione, ma il dispiacere resta.

IL CATTIVO – Essere in tredici a tavola non porta bene, ma nemmeno in quattordici in corsia box. La Direzione Gara ha preso il manuale del perfetto responsabile alla sicurezza ed è riuscita a fare esattamente l’opposto. Chi deve vigilare sull’incolumità dei piloti si è – colpevolmente – girato dall’altra parte. La fortuna ha voluto che non succedesse niente ma non si può affidare tutto alla dea bendata, che dimostra comunque di avere più buon senso di chi siede nella stanza dei bottoni.

LA DELUSIONE – Neanche l’aria di casa è riuscita a fare volare l’aquilone Stefan Bradl. Una folata di vento lo han alzato in cielo in qualifica, due gocce di pioggia lo hanno scaraventato a terra. Della sua prima parte di stagione c’è poco da salvare e la Honda se ne è accorta. Non basta solo un passaporto tedesco per correre in MotoGP.

Marc MarquezLA CONFERMA – Nella vita ci sono solo due certezza, le tasse e Marc Marquez. Il piccolo diavolo rischia di essere perfino prevedibile nella sua schiacciante superiorità, bevendosi gli avversari come uno spritz al tramonto. Per fortuna ci sono i record di Agostini ed Hailwood da battere perché dei piloti in attività per ora nessuno è al livello dell’accoppiata che forma con Honda.

L’ERRORE – I nostri piloti questa volta hanno fatto a gara per chi sbagliava di più, difficile assegnare la vittoria ma il pareggio non migliora la situazione. In Moto3 sono finiti nella sabbia Fenati, Bastianini, Antonelli e Locatelli, in Moto2 De Angelis e Baldassarri. Le vacanze per schiarirsi le idee.

Franco Morbidelli e Tito RabatLA SORPRESA – Avete visto i podi di Moto2 e Moto3? Non avete notato nulla di strano? Via diamo la soluzione: non c’era nemmeno un pilota spagnolo e non succedeva dal GP della Malesia 2012. Ci piace sottolineare che sul podio c’è salito invece il sempreverde Simone Corsi, ma sta sbocciando anche Franco Morbidelli. Bella la gara di Matteo Ferrari e, per non peccare di troppo nazionalismo, fantastica quella di Brad Binder.

IL SORPASSO – Nella MotoGP ci si deve accontentare di Marquez che sorpassa in corsia box, quindi scegliamo l’attacco decisivo di Simone Corsi su Tito Rabat all’ultima curva. Anche quello di Morbidelli – vittima lo stesso Rabat – all’esterno nelle prime fasi di gara è stato pregevole.

LA CURIOSITA’ – Alcuni piloti hanno provato la modifica alla famigerata curva 11. C’è voluto quasi un anno per capire come cambiarla, il responso di Iannone: “andiamo 5 km/h più piano”. Si può fare di meglio.

IO L’AVEVO DETTO – “Su questa pista le Honda hanno troppo vantaggio”. Valentino Rossi aveva ragione, purtroppo per lui.

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