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MotoGP, Marquez: fino a oggi è stato tutto perfetto

Pedrosa: "ho perso contatto nel sorpasso di Bradl". Lorenzo: "la pioggia ha rovinato i miei piani"

La parola che Marquez usa di più è ‘perfetto’. Perfetta è stata la gara, perfetta è stata la squadra, perfetta è la moto e perfetto, anche se non lo dice, è lui. Nove successi di seguito sono un risultato che proietta direttamente nell’Olimpo del motociclismo. La sua superiorità è schiacciante e neppure delle condizioni complicate – come già successo ad Assen – non sono riuscite a limitarle. Prima della partenza è stato cauto, “ho deciso di copiare quello che facevano Pedrosa e Rossi, sono loro i miei avversari in campionato. La strategia giusta probabilmente era quella di Bradl, di partire con le slick, ma ho seguito le mosse di Dani e Valentino, ho tenuto le gomme da bagnato e poi sono entrato ai box per cambiare moto come loro”.

È stato l’unico momento in cui Marquez non è stato il riferimento, poi tutto ha seguito il copione che il piccolo diavolo sta scrivendo dal primo GP. “Forse la partenza in stile motocross è un po’ pericolosa ma comunque divertente”. Marc è comunque scattato in testa e da lì è incominciato un assolo durato 30 giri. “All’inizio è stato complicato, c’erano dei punti della pista bagnati – spiega – In quel momento ho pensato a gestire la situazione poi quando la pista si è asciugata o cominciato a spingere”.

Pedrosa è stato a lungo la sua ombra, “non riuscivo a staccarlo e quando hai un pilota a mezzo secondo non puoi pensare di tirare il fiato – racconta – Inoltre non ero al massimo della forma, mercoledì avevo la febbre e gli antibiotici mi hanno un po’ debilitato ma in gara non l’ho sentito troppo”. Il nono sigillo descrive un inizio di stagione incredibile. “Perfetta direi, ho vinto ogni gara – afferma – La moto ha una base ottima e va bene ovunque, inoltre la mia squadra ha saputo aiutarmi molto, soprattutto nelle prime gare a cui sono arrivato saltando la maggior parte dei test invernali”.

Se Marquez continuasse con questo ruolino di marcia, il titolo potrebbe arrivare già a fine settembre ad Aragon e festeggiarlo in casa. “Non ci penso ancora, sarebbe bello vincerlo in Spagna ma anche dopo andrebbe bene – continua – Non importa dove accadrà e poi è difficile credere che potrò continuare con questo passo contro piloti forti come i miei avversari. Ora andrò a Brno per tre giorni di test, sarà un’occasione per prepararsi al GP e provare qualche novità, poi voglio una settimana completamente libera”.

Tutto sommato, anche Dani Pedrosa potrà andare in vacanza soddisfatto dopo il suo terzo podio consecutivo. “E’ stata una gara molto complicata all’inizio e la decisione su quale gomma usare non era semplice. Alla fine abbiamo preso tutti la stessa e non è cambiato molto”, sottolinea. Il fantino della Honda, nella prima parte di gara era sembrato essere addirittura più veloce del compagno di squadra. “Quando abbiamo passato Bradl ho perso tempo e il contatto da Marc – spiega – Dopo abbiamo girato su una passo simile, ma Marc è riuscito a prendere un po’ di vantaggio. Questo weekend era comunque iniziato con due cadute e posso essere soddisfatto. So che avrei potuto iniziare la stagione meglio ma sto già guardando avanti”.

Il sorriso c’è anche sul volto di Lorenzo per cui il podio è la miglior cura ai dubbi di Assen. Jorge sa comunque che senza quelle gocce di pioggia sarebbe potuto arrivare più vicino a Marquez. “Quando ho visto l’acqua ero deluso, il mio passo non era distante da quello di Marc – dice – La partenza è stata caotica, ho dovuto tagliare la linea bianca in uscita dalla corsia box per non toccare qualche altro pilota avendo i freni freddi”.

Poi è iniziata la rimonta ma “avendo gomme neanche rodate non avevo troppa fiducia nei primi giri, ho fatto molta attenzione – spiega – Quando le condizioni sono migliorate il mio passo era appena uno o due decimo peggiore a quello delle Honda. Purtroppo non si corre da soli e so che non ho bisogno di grossi miglioramenti per arrivare al loro livello”.

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