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Addio a Giorgio Faletti, un ducatista

"Tifo Rossi e la Rossa. Quando ci fu l'unione mi si risolse un problema ideologico"

Giorgio Faletti se ne è andato oggi a Torino a 63 anni. Maledettamente troppo presto per un uomo del suo talento. Nel paddock  non era il cabarettista, l'attore, lo scrittore ma semplicemente uno dei tanti ducatisti a cui piace vivere la propria passione esternandola. Impossibile ovviamente non riconoscerlo, ma mai una volta che ci sia capitato di coglierlo in un atteggiamento da VIP.

Anche quando lo si incontrava nella ospitalità della Rossa era sempre discreto, pronto a scambiare una parola con tutti. Estremamente riservato.

In una occasione, tornando da un Gran Premio abbiamo condiviso un po' di tempo aspettando l'aereo parlando di moto e di altro.

Non si sentiva uno scrittore, nel senso vero del termine, ma chissà se si sentiva più attore o più cabarettista o più ex pilota di rally, un'altra sua passione.

Quel che è certo è che in ognuna delle sue attività portava parte di sé stesso, con discrezione.

A proposito di Rossi, nell'anno del matrimonio con la casa di Borgo Panigale ci disse "Sono tifoso e amico sia di Valentino che di Ducati e devo dire che, da italiano, questa unione mi aveva risolto un problema ideologico non da poco. Non ho ancora parlato con Rossi, né so con esattezza cosa l'abbia spinto a riprovarci con Yamaha, ma sono dispiaciuto come tanti altri".

In occasione del divorzio fu altrettanto sincero ed arguto, con un lieve accenno ad una delle sue attività  "I problemi di Rossi e Ducati rimangono un giallo, ma secondo me non ci sono colpevoli. Era un matrimonio naturale, che andava fatto, ma per qualche misterioso motivo non ha funzionato e dopo due anni è arrivato alla sua risoluzione consensuale".

Chissà se ha mai pensato di scrivere qualcosa ambientato nel nostro mondo.

Godspeed amico ducatista, la tua presenza di artista ci mancherà.

 

 

 

 

 

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