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Yamaha e KTM ammiccano alla SBK

Ipotesi nuova supersportiva di Iwata a 3 cilindri. Dopo la Moto3, anche la Casa austriaca pensa alle derivate

La nuova Superbike, la cui filosofia si basa sulla riduzione dei costi ed l'aumento dell'equilibrio prestazionale tra i diversi costruttori coinvolti, ha attirato l'attenzione di più di una casa. Nel 2014, MV Agusta, EBR, e Bimota si sono aggiunte alla griglia a fianco di Aprilia, Ducati, Suzuki, Kawasaki, BMW ed Honda, e in un futuro prossimo altri marchi potrebbero seguire il loro esempio.

Quali? Yamaha e KTM. La Casa di Iwata aveva originariamente proposto a Valentino Rossi un biennale in MotoGP con l'intenzione di fargli poi chiudere la carriera tra le derivate di serie, ipotesi poi definitivamente sfumata con il recente rinnovo del contratto. La R1 è uscita dal mondiale al termine del 2011, e potrebbe non tornare più, almeno come la conoscevamo. Un nuovo progetto è pronto da tempo, ma voci ben informate parlano di una nuova supersportiva non a quattro ma a tre cilindri, nata dalla stessa filosofia che ha dato vita alla MT-09.

L'espansione dell'architettura a tre cilindri a cilindrate maggiori è da tempo argomento di dibattito tra gli ingegneri. A suo favore, la possibilità di realizzare un motore più stretto e leggero (non servirebbe un contralbero), con un buon compromesso tra regimi di rotazione e diametro del pistone, ed una generale riduzione degli attriti. Se, come si sussurra, la nuova moto potesse vedere definitivamente la luce a primavera 2015, allora sarebbe però impossibile farla debuttare direttamente in Superbike (che parte a febbraio, con omologazioni da finalizzare teoricamente entro la fine del mese precedente). Non sarebbe però da scartare l'ipotesi di un anno di rodaggio nella Stock (come fece a suo tempo la Panigale).

Per quanto riguarda invece la Casa di Mattighofen, le possibilità sembrano essere due. La prima, aggiornare la RC8, che non avrebbe potuto essere competitiva con il regolamento attualmente in vigore ma ha comunque vinto un titolo nella IDM (nel 2011, con Martin Bauer) e raccolto qualche buon risultato nella AMA, omologando una nuova versione. Oppure, realizzare una moto completamente nuova, con motore a quattro cilindri, un'area però sostanzialmente inesplorata dal costruttore austriaco.

In ogni caso, è evidente che la nuova Superbike stuzzica l'immaginazione di parecchi marchi. Altri, invece, potrebbero ritirarsi e virare verso il motomondiale. Ma questa è un'altra storia…

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