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MotoGP, Dall'Igna: la nuova Ducati a Valencia

"Ma sono pronto a rimandare il debutto in Malesia. Il motore sarà a 90° e il telaio in alluminio"

Due podi in otto gare sono un piccolo miracolo se pensiamo che in diciotto, lo scorso anno, la Ducati era rimasta a bocca asciutta. Merito della fortuna, diranno i detrattori, ma nelle moto la dea bendata può dare una mano ma mai risolvere una situazione. La Desmosedici in questo primo scampolo di stagione sta facendo passi avanti. Dovizioso ha concretizzato i miglioramenti con i risultati, ma anche Iannone ne ha dato la controprova, affacciandosi nelle posizioni che contano.

Dietro le quinte si sente la presenza di Gigi Dall’Igna che ha incominciato la sua avventura con intelligenza. Nessuna rivoluzione né sulla moto né nell’organico, ha voluto capire e fare il meglio con quello che aveva. “Colpi di genio non ne ho avuto fin qui, non mi sono svegliato un giorno trovando la soluzione a tutti i problemi. Invece abbiamo lavorato sodo, riorganizzando la squadra, il team di sviluppo e il reparto corse. Ora c’è una comunicazione fra le parti che mi soddisfa”, spiega la sua ricetta.

Il cronometro gli dà ragione perché “a Barcellona – l’ultimo GP corso sull’asciutto – abbiamo migliorato il nostro tempo in gara di 26 secondi, ma i nostri avversari ne hanno tolti 10. Ne rimangono 10 e vorrei dimezzare questo gap prima del debutto della GP15”.

Dall’Igna tocca il tasto che più interessa ai tifosi: la nuova moto, quella nata da un foglio bianco e la definitiva arma del rilancio. I programmi la vorrebbero in pista dopo l’ultimo GP della stagione, nei test di Valencia a metà novembre. “Speriamo di farcela, altrimenti slitterà tutto alla Malesia, nel primo dei test invernale – sottolinea – Non c’è tanto tempo e non voglio fare il lavoro due volte per la fretta.

Gigi Dall'IgnaBisognerà aspettare, ma la nuova Desmosedici sta già prendendo forma sui computer dei progettisti e l’ingegnere veneto ne svela alcune caratteristiche. “La GP15 avrà un motore diverso, più piccolo in modo da poterlo posizionare correttamente nel telaio – dice – Quello attuale non ce lo consente. Inoltre conserveremo lo schema a 90°, pensiamo sia quello ottimale”. Un evoluzione del progetto attuale, e lo stesso sarà per la ciclistica, “non ho avuto il tempo di prendere in esame il monoscocca in carbonio usato in passato, ma non escludo di farlo in futuro”.

Questa l’idea della moto di domani, ma la stagione non è nemmeno a metà e la GP14 verrà comunque ‘rinfrescata’ nei prossimi appuntamenti. “Nei test di Barcellona abbiamo provato un nuovo software che potrebbe debuttare al Sachsenring – rivela – Nelle prove dopo il GP di Brno porteremo altro materiale, tra cui una carenatura inedita”. Gli esperimenti continuano su diversi fronti e la rete si è scatenata coi i mass damper nel codone della moto di Pirro. “Mi ha fatto piacere, significa che abbiamo molto seguito. Alcune interpretazione era fatte per ridere, altre facevano ridere involontariamente ma ce n’erano alcune azzeccate”, nicchia Dall’Igna.

Non solo di dati però vive il boss della Ducati in MotoGP e sul suo tavolo ci sono anche le trattative di mercato per la prossima stagione. “A me la coppia Dovizioso-Crutchlow andrebbe bene. Andrea sta facendo buoni risultati, mentre Cal si sta trovando meno a suo agio sulla nostra moto – la sua analisi – La Ducati richiede un lavoro più complesso, la Yamaha che guidava era una moto più a punto. Deve decidere lui cosa fare. Io, poi, non mi aspetto certo di vincere il mondiale il prossimo anno!”.

Magari non si aspettava di salire sul podio due volte in otto gare. A volte la fantasia supera la realtà.

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