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MotoGP, Assen: l'ottava meraviglia di Marquez

Il giovane è più scaltro dei veterani. Capolavoro tattico di Dovi, occasione sprecata per Yamaha

Come prevedibile, ad Assen, il meteo ha giocato un ruolo fondamentale. Con pioggia a intermittenza e per di più localizzata su settori specifici della pista, il sangue freddo e la tattica hanno contato ancor più che il mero coraggio. L'ottava vittoria consecutiva di Marc Marquez è la dimostrazione più lampante di come il giovane enfant prodige di Honda sia tutt'altro che un amante del rischio. Come i migliori giocatori di poker, il suo successo si basa su un calcolo accurato delle probabilità, che lo ha sempre portato (fin qui) a trovare la giusta dose di ragione ed istinto.

Saggio Andrea Dovizioso, che ha difeso oculatamente il piccolo tesoro accumulato a inizio gara. Continua invece la confusione in casa Yamaha. Rossi merita un applauso per il quinto posto in rimonta dopo essere partito dalla pit-lane, ma guardando i cronologici viene da pensare che il podio, se non la vittoria, sarebbero state alla portata se solo si fossero fatte scelte più decise prima della partenza. Anonimo Lorenzo, in lotta con i gregari per tutta la gara, ad un abisso dal compagno di squadra nonostante il vantaggio accumulato a inizio gara.

MARQUEZ "VETERANO" – I 21 anni di Marquez figurano solo all'anagrafe. In gara, il ragazzo ha l'astuzia e freddezza dei professionisti più consumati. Con gara bagnata, non rischia e manda Dovizioso in avanscoperta. Ha il lusso di un vantaggio da amministrare in campionato, ma non pecca di presunzione nemmeno quando potrebbe. Col prosieguo dei giri, conscio di avere del margine sull'asciutto, regala al pubblico un assolo di giri veloci sul finale. "All'inizio ero nervoso, non si sa mai in queste situazioni – ha detto in parco chiuso – Non avevo mai corso una gara del genere, ma ieri sul bagnato mi ero trovato bene. Anche oggi, poi con le slick anche meglio". Otto gare, 200 punti, una perfezione che rischia di annoiare un po' tutti. Tranne lui e la sua squadra, ovviamente.

DUCATI COGLIE L'ATTIMO – Il secondo podio stagionale di Andrea Dovizioso (al miglior risultato su Ducati) è frutto di un piccolo capolavoro tattico ed agonistico.  Il forlivese parte con le gomme da bagnato, azzecca l'holeshot dalla settima posizione, rischia ed amministra a seconda del bisogno.

"Le condizioni erano difficilissime, con nuove regole da sfruttare al meglio – ha dichiarato dopo la gara – Abbiamo fatto la scelta giusta. All'inizio Marquez ha spinto ma cercava di risparmiare le gomme, poi con l'asciutto non c'era nulla da fare. Abbiamo lavorato bene con la strategia, di più non si poteva fare".

Dovi ha l'umiltà del colletto blu; mai una dichiarazione sopra le righe, o critiche al vitriolo. Soffre in silenzio e procede a testa bassa in piena sintonia con Dall'Igna. A Borgo Panigale, molto probabilmente, si farà di tutto per trattenerlo.

YAMAHA OCCASIONE SPRECATA – Nella gara dove quasi sicuramente ha contato di più l'esperienza quest'anno, Rossi è apparso un po' troppo indeciso. Col senno di poi non si vincono le gare, ma l'iniziale decisione di osare e partire con gomme da asciutto aveva sulla carta senso: il Dottore partiva dalla dodicesima casella, e solo una scommessa azzeccata poteva portarlo a ridosso dei primi.

Guardando i cronologici di Broc Parkes (unico partito con le slick dalla griglia), tra il 5º ed il 7º giro (quando i piloti sono tornati in pista con gomme da asciutto), Rossi ha perso circa 45 secondi rispetto al pilota del team PBM. Venticinque lo hanno invece separato sul traguardo da Marquez. Numeri alla mano, vincere sembrava dunque possibile. Dopo la scelta sbagliata in qualifica al Mugello, e le indecisioni di ieri (sia sue che di Lorenzo, praticamente scomparso in gara per motivi da chiarire), un'altra occasione sprecata. Poi Rossi si fa perdonare con una rimonta da annali, ma questa è un'altra storia...


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