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MotoGP, FP1: Yamaha OK, meglio con gli Espargaró

Pol e Aleix guidano un gruppo di cinque M1 nelle prime sei posizioni. Marquez 4º, Rossi 6º

La prima sessione di prove libere della MotoGP ad Assen è andata come pronostico. O quasi. L'attesa risposta di Yamaha è arrivata, ma i più veloci su M1 sono stati i fratelli Espargaró, Pol e Aleix, rispettivamente su Factory e Open. In totale, la classifica vede cinque moto di Iwata nelle prime sei posizioni, con il solito Marc Marquez (quarto, +0.240) a guidare la pattuglia Honda.

Il meteo regge, ma non si sa per quanto. Per questo motivo, nessuno dei piloti in pista ha temporeggiato, facendo registrare tempi "caldi" fin da subito (in caso di pioggia in FP2 e FP3, l'accesso alle qualifiche verrebbe determinato dalla classifica attuale). Il più veloce è stato, come detto, Pol Espargaró, che ha siglato un 1'34.530 già più veloce del giro record (risalente al 2012) di Dani Pedrosa di 1'34.548. Alle spalle del catalano il fratello Aleix (+0.189) e Jorge Lorenzo (+0.206), apparso ancora una volta il più regolare dal punto di vista del passo, con quattro tornate in 1'34 alto ed altrettante in 1'35 netto.

Restando in ottica Yamaha, Bradley Smith si è imposto nella prima metà della sessione, chiudendo poi al quinto posto (+0.385). Discorso simile per Rossi (sesto, +0.444), che ha siglato il proprio miglior passaggio al tredicesimo giro su 21 per poi probabilmente concentrarsi sull'usura del posteriore (la scelta pressoché univoca per le factory è la mescola media, insieme alla dura l'unica a disposizione per loro in Olanda). Il Dottore non soffre particolarmente in alcun settore, accusando un decimo ad ogni intertempo, ed anche il suo ritmo appare in linea con quello del compagno di squadra Lorenzo. Entrambi hanno portato ad Assen i nuovi scarichi già provati ad Aragon la scorsa settimana, con riscontri positivi.

Di Marquez, quarto come detto, ha invece fatto impressione la facilità con la quale ha trovato il tempo. Il campione in carica è entrato in pista con leggero ritardo rispetto ai rivali, chiudendo così con qualche tornata in meno. Tuttavia, al terzo giro lanciato ha fatto registrare un 1'35.0. Gli restano da migliorare T3 e T4, ma la prima impressione è che abbia giocato a carte coperte.

Buoni riscontri anche per Andrea Dovizioso, settimo (+0.539) davanti a Dani Pedrosa, Alvaro Bautista e Stefan Bradl su un tracciato teoricamente poco congeniale alla Desmosedici. Il forlivese ci ha messo evidentemente del suo (anche per lui, tempo con mescola soft al posteriore, la più morbida a disposizione ad Assen), staccando nettamente i compagni di marca Andrea Iannone (11º, +1.358) e Cal Crutchlow (13º, +1.765) nonostante qualche difficoltà di troppo negli ultimi due settori, i più guidati.

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