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SBK, Barrier: crash test superato, si torna in sella

"Devo ringraziare BMW per fare anche macchine sicure", scherza il francese. "Ma ho avuto paura"

Sylvain Barrier si aggira per il paddock della Superbike a Misano più emozionato di un ragazzino al primo appuntamento. Di moto (e probabilmente anche di ragazze) il francese ne ha viste tante, ma correre a pochi mesi da un incidente che lo ha lasciato in coma (e poteva andare peggio, se si da uno sguardo alle foto della macchina, che preferisce per ovvi motivi non rendere pubbliche) ha un sapore particolare, buono, nuovo.

"L'incidente è stato brutto, ma mi ha anche dato un'opportunità per conoscere meglio me stesso, una nuova prospettiva – ha confessato Barrier – Ora è tutto più bello. Mi ha fatto tantissimo piacere ritrovare la squadra così coesa. Molti altri, dopo che mi sono infortunato in prova in Australia ed un incidente del genere in macchina, non mi avrebbero aspettato. Mi avrebbero lasciato a casa. Un gruppo più bello non c'è".

Per prepararsi al ritorno in pista, Barrier si è sottoposto ad un allenamento severo. "Faccio triathlon, due settimane fa ho fatto anche una gara con 85.000 persone. Nel chilometro e mezzo di nuoto, ho impiegato 23 minuti, non è male dai", scherza. Non è mancato ovviamente un rapido test di un giorno sulla HP4, a Magione, per ricevere ulteriori nullaosta verso il ritorno alle competizioni.

"Subito dopo ho fatto un esame, con i risultati sperati. Per tornare ho sostenuto visite con i medici della federazione francese, della FIM, un chirurgo maxillo-facciale, e tre esami neurologici. Quando mi hanno detto che potevo tornare a correre, quasi ho creduto che fosse uno scherzo. Devo ringraziare BMW per fare anche macchine molto sicure. Diciamo che ho fatto un crash test, può bastare. Ora torno al mestiere di pilota".

Misano, poi, è una pista che evoca bei ricordi per il francese. "Qui ho vinto nel 2012 al rientro da un'operazione alla spalla – racconta – È un tracciato scorrevole e divertente".

Aver rischiato di perdere tutto, darà probabilmente un gusto nuovo alle corse. "Nella prima visita dopo l'incidente, il dottore mi ha detto che avrei potuto recuperare l'ottanta per cento delle mie capacità. Ho avuto paura. Invece sono tornato al 100% della forma. Significa che, lavorando duro, puoi ottenere quello che vuoi".

Il primo desiderio, intanto, si è già avverato.

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