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MotoGP, Barcellona: il Bello, il Brutto e il Cattivo

Nel Mondiale mono-Marquez brillano Rossi e Bastianini. Si rivede Pedrosa, scompare Lorenzo

Il dominio spagnolo? Ormai fa parte del passato, ormai il motomondiale è una questione di famiglia. Marquez si sdoppia in mini e maxi e nella casa di Cervera ora ci sono due coppe in più. Entrambe meritate. Marc scopre di riuscire a vincere anche quando non è il più veloce e trova in Pedrosa il più arduo ostacolo. Nella festa di casa – completata da Rabat – il tricolore sventola nella mani di Rossi e Bastianini. Doppia piazza d’onore, ma che non scontenta nessuno. Intanto, la MotoGP si riscopre una classe spettacolare proprio quando non c’è più nessuno a guardarla davanti alla TV. Non si può avere tutto dalla vita. A meno di chiamarsi Marquez.

IL BELLO – Mentre l’onda spagnola si infrange sulle coste di Barcellona, due golette italiane navigano sicure fra i flutti. Valentino Rossi ed Enea Bastianini sono un vecchio lupo di mare e un giovane skipper che hanno spiegato le proprie vele riuscendo ad evitare tutti gli scogli. All’ultima boa sono arrivati in testa gli spagnoli ma i nostri due marinai hanno manovrato perfettamente. Il Dottore è una certezza, Enea una bella sorpresa. Il sole si alza all’orizzonte.

 

Jorge LorenzoIL BRUTTO – L’enigma Lorenzo continua, in paradiso al Mugello e al purgatorio a Barcellona. La grafica del suo numero ha un 9 con l’aureola e un altro con le corna, anche Jorge ha due facce. Nella stagione trionfale di Marquez e della rinascita di Rossi, Jorge non riesce a imporsi. La Yamaha, le gomme, il suo fisico, i pensieri sul futuro, solo il diretto interessato sa quale sia la vera causa dei suo problemi. Gli serve ancora tempo ma i rivali non ne concedono.

IL CATTIVO – Ormai in Moto3 e Moto2 sono la normalità, trenini di piloti a velocità da lungomare che aspettano il traino buono in qualifica. Quando va male lo fanno in piena traiettoria. Di tutte le mode è la più pericolosa ma è (quasi) impossibile capire come metterne fine. L’ex campione e ora team manger Carlos Lavado commenta con una battuta: “E se uno di questi piloti fa la pole poi cosa succede? Parte piano in gara per trovare una scia?” I giovani seguano il suo consiglio.

LA DELUSIONE – Lo scorso anno si giocava le gare ad armi pari con i migliori, ora raccoglie qualche punto quando va bene. Takaaki Nakagami è arrivato nel team di Taddy Okada con il beneplacito della Honda, avrebbe dovuto essere il trampolino di lancio definitivo, invece il simpatico giapponese è scomparso. Nelle moto il detto ‘moglie e buoi dei paesi tuoi’ non vale.

Marc e Alex MarquezLA CONFERMA – Dopo il monomarca, il mono-Marquez. Ormai è una dinastia, con Marc e Alex a fare quello che mai nessuno era riuscito: due fratelli che vincono nello stesso weekend. Il più vecchio non ha bisogno di presentazioni, il più giovane sembra destinato a seguirne le orme. Papà Juliá e mamma Roser si sono fermati a due figli, peccato avrebbero potuto fare la tripletta. Meno male che c’è Tito Rabat, terzo fratello ad honorem.

L’ERRORE – Questa volta l’ultimo giro è stato fatale per Romano Fenati. Il talento è quello di sempre e la rimonta splendida, ma la sbavatura sul finale ha permesso a Miller di rientrare in gioco. Una lezione importante, che il pupillo di Valentino non scorderà.

LA SORPRESA – Mai dare per spacciato Dani Pedrosa, il pilota per certi versi più incomprensibile del campionato. A volte sembra remissivo, la volta dopo un leone. L’entrata alla Marquez l’ha fatta lui e poco importa che non sia andata bene. In casa ha tirato fuori ‘los huevos’, come si dice in Spagna. Bravo, ne sentivamo la mancanza.

IL SORPASSO – La classica gara da registrare e fare vedere ai tifosi della Formula 1 per prenderli in giro. La MotoGP in questa stagione è entusiasmante tanto per i piloti che per gli spettatori. Peccato che, grazie alla scelta di affidare tutti alle Pay Tv, c’è il rischio che i primi superino di numero i secondi.

LA CURIOSITA’ – Diciamo che Rossi a 35 anni è un vecchietto, ma il motomondiale a Barcellona ha compiuto 65 anni. La prima gara iridata è stata il Tourist Trophy, il 13 giugno del 1949, e il primo vincitore in assoluto il britannico Freddie Frith su una Velocette 350. Quello nella foto a fianco è lui e il gomito lo toccava solo sui muretti.

IO L’AVEVO DETTO –Lo sapevo che questo sarebbe stato una Gran Premio difficile, infatti in qualifica sono anche caduto e non ho fatto la pole”, ha detto serio Marquez. “Crisi nera!”, ha commentato ridendo Valentino.

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