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MotoGP, Crutchlow: "non cambierò stile per Ducati"

"La nuova moto sarà diversa. Iannone ed Hernandez guidano al limite perché stanno cercando una sistemazione"

Stringere i denti, in attesa di tempi migliori (che auspicabilmente coincideranno con il debutto della nuova moto, firmata da Gigi Dall'Igna) è la parola d'ordine in Ducati. Lo sa bene Andrea Dovizioso, che nei test post-gara a Barcellona ha provato solo una nuova mappatura elettronica già valutata dal collaudatore Michele Pirro, chiudendo all'undicesimo posto.

"Non avevamo niente di speciale da provare, solo qualcosa di elettronica e telaio, ma nessun componente nuovo – ha confermato il forlivese, che però potrebbe utilizzare il nuovo software già a partire dal prossimo round ad Assen – Ancora non sappiamo quando arriveranno aggiornamenti, ma sicuramente quello che ci serve non sarà pronto per quest'anno. Potremmo avere qualcosa verso la fine del campionato, ma nessuna novità radicale".

Nel frattempo, Dovizioso si è detto (come il resto dei suoi colleghi-rivali) soddisfatto della nuova anteriore dura portata da Bridgestone, che potrebbe debuttare a Sepang.

"Non ci sono state le condizioni perfette per fare il test della gomma, ma il limite di quella usata in gara (33, ndr) è che è troppo morbida. La 34 invece non la senti al massimo angolo di piega, quindi mancava una gomma intermedia, ma il vero potenziale di questa nuova soluzione lo vedresti quando è veramente caldo. Comunque non ho riscontrato lati negativi, è più stabile ed il contatto a terra sembra leggermente migliore per la stabilità. Per i problemi che abbiamo noi, comunque, cambia poco".

In assenza di novità tecniche di rilievo, il ducatista ha anche avuto modo di valutare il passaggio nella chicane.

"La chicane (alla curva 13, dove dopo l'incidente di Antonelli in Moto3 sono state messe sotto esame le vie di fuga, nda) è meglio per la sicurezza, mentre l'alternativa alla curva 10 è difficile da affrontare ma gira più di novanta gradi e va fatta in prima. Così sarebbe anche più facile tentare i sorpassi rispetto alla curva 10 attuale, è più larga e con una marcia in meno è più facile attaccare".

Dovizioso, con un occhio sempre attento alla sicurezza, non ha valutato solo i percorsi alternativi. "Abbiamo parlato anche delle buche, ma con la Formula 1, che qui prova e corre, non possiamo fare troppo. Si può migliorare il grip, ma per il resto non credo si possa risolvere il problema".

Tornando al futuro, con un contratto in scadenza e Suzuki a caccia di un pilota di livello, Dovi non si sbilancia.

"Gli ingegneri non parlano troppo della nuova moto, sanno come procedere ed hanno già cominciato, ma fino ad allora non cambierà molto per noi. Il progetto è partito in base alle decisioni di Dall'Igna dopo le prime gare, ma non arriverà a fasi graduali. La moto 2014 è questa, ci stiamo lavorando ma il gap resta abbastanza grande. È giusto comunque lavorare sulle rifiniture in questo momento della stagione. Difficile analizzare la situazione di Suzuki. Noi abbiamo già tre giorni di prove, e con le temperature di oggi per noi è più facile andare al limite. E poi De Puniet non è più abituato alle gare. È veloce, ma ha uno stile particolare ed è difficile valutare la sua performance".

Intanto, a difendere i colori Ducati ci ha pensato Andrea Iannone, sesto a +0.690. Per l'abruzzese, come per gli altri ducatisti, un lavoro centrato sull'elettronica.

"In gara perdevo molto nell'ultima parte di curva, alzando la moto durante l'accelerazione, e questo mi impediva di provare ad attaccare – ha detto Iannone – Ora andiamo meglio. Poi abbiamo provato geometrie diverse, che hanno portato ad un piccolo miglioramento. Tutto quello che abbiamo fatto oggi è stato positivo, piccoli miglioramenti ma importanti per il futuro.  Il miglior tempo sul giro l'ho fatto senza sforzo. Ad Assen non possiamo aspettarci molto, ma abbiamo raccolto buone informazioni per il futuro".

A confortare Iannone, che non ha fatto mistero di puntare alla squadra ufficiale, l'assidua presenza di Gigi Dall'Igna nei box Pramac.

"È importante che lui senta il mio feedback in prima persona – ha commentato – L'elettronica nuova funziona ma non cambia il comportamento della moto. La gomma nuova invece stabilizza la moto in frenata, ne migliora leggermente l'agilità. Se non ci sono temperature alte, preferisco la 33, altrimenti potrebbe funzionare. Non ho provato la nuova configurazione della pista perché avremmo dovuto cambiare elettronica e cambio".

Più "saporiti" i commenti di Cal Crutchlow (13º, +1.725) che in attesa di ritrovare la velocità di un tempo ha dimostrato di non aver perso la sua tipica ironia e schiettezza.

"C'è solo un certo numero di informazioni che puoi dare, ed un certo numero di volte nelle quali puoi farlo – ha risposto a chi gli domandava se non gli sembrasse anomalo che Ducati, la Casa più in difficoltà tra le Factory, non avesse portato aggiornamenti di rilievo – Certo che mi sembra strano, ma avevo già detto le stesse cose a novembre, e la moto è migliorata un po' da allora, ma ha gli stessi problemi. Sappiamo che non arriverà nulla di nuovo entro fine anno, quindi non ha senso continuare a chiedere aggiornamenti".

A chi fa presente che lui è stato in più occasioni il più lento sulla D16, Crutchlow risponde: "Non cambierò il mio stile per adattarlo a questa moto per un solo anno. Se l'anno prossimo fosse completamente diversa? Ho imparato a guidare come i migliori per massimizzare la velocità in percorrenza di curva ed uscire veloce, ma con questa moto non funziona. Puoi solo guadagnare in frenata a moto dritta. Ma non è difficile restare motivati. Ogni fine settimana ho lo stesso obiettivo. Il mio compito non è di sistemare la moto, ma quello di dare le giuste informazioni. Iannone ed Hernandez la stanno guidando al limite perché hanno bisogno anche di trovare una buona sistemazione, con questo non voglio dire che non stiano guidando meglio di me, ma non ho bisogno di rischiare come loro per ripetere le stesse informazioni che ho già dato".

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