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MotoGP, Suzuki: la moto c'è, i piloti non ancora

Parla Davide Brivio: "vorrei chiudere le trattative entro luglio. La moto non verrà stravolta per il prossimo anno"

Curiosamente il box assegnato alla Suzuki a Barcellona è il 46, numero caro a Davide Brivio, manager scelto per il rientro in MotoGP dalla Casa giapponese. Probabilmente ha avuto più lavoro nei quattro giorni del GP di quanto ne avrà fino a mercoledì per i test in pista della moto. La squadra va costruita da zero e Brivio si sta muovendo sul tavolo delle trattative. I nomi che circolano sono molteplici, dai ducatisti Dovizioso, Iannone e Crutchlow - quest’ultimo quello con le quotazioni più alte – fino a Bautista.

“In verità siamo solo all’inizio delle trattative, direi allo 0% - copre la palla Davide – Non nego che abbiamo incominciato a parlare con alcuni piloti, per verificare la loro disponibilità. Logicamente non dipende tutto da noi, anche se vorremmo chiudere tutto entro la fine di luglio potrebbero esserci anche dei ritardi, a seconda delle situazioni”. La possibilità di avere un top rider però “non credo che ci sia. Non penso che qualcuno di muoverà verso altre destinazioni”, conferma il manager. Radio paddock parla di un contatto con Pedrosa e di una richiesta quanto mai esosa da parte dello spagnolo, che ha bloccato ogni ulteriore trattativa sul nascere.

Passando dagli uffici alla pista, Suzuki sta continuando a evolvere il suo progetto. “A Sepang avevamo portato due telai e Phillip Island abbiamo giocato con le rigidezze, continueremo anche qui con varie comparazioni – spiega Brivio – Anche il motore ha delle novità, come è normale che sia per un progetto nuovo come il nostro”. Un altro punto su cui si sta lavorando è l’elettronica, chiave di volta in MotoGP. “Quello è l’aspetto per noi complicato, siamo più abituati a fare telai e motori – sorride – Però siamo arrivati a un buon livello, riuscendo a implementare tutte le funzioni. Diciamo che siamo arrivati ad avere una buona base e da ora in poi continueremo a migliorarla, come è normale che sia. Abbiamo più esperienza”.

La moto che si vedrà in gara a Valencia – una wild card per De Puniet – e poi il prossimo anno non si discosterà molto da questa. “Non richiede nessuno stravolgimento – sottolinea il manager – e penso che anche esteticamente non ci saranno grandi cambiamenti. Ci saranno diverse evoluzioni, questo lo posso assicurare, ma saranno più ‘nascoste’. Del resto Randy è molto soddisfatto del telaio e anche Laverty, che si è molto divertito nei test sia in Australia che in Giappone. Dobbiamo solo continuare ad affinare la nostra MotoGP”.


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