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MotoGP, Valentino Rossi: venderemo cara la pelle

"Qui sono leggermente più in difficoltà ma non sono troppo distante dai tre spagnoli in casa loro"

Valentino Rossi è nella tana del lupo, deve giocare nel campo minato di Barcellona, casa dei rivali spagnoli. Un terreno difficile, che nasconde insidie e che non rende completamente tranquillo il Dottore. In qualifica un passo avanti lo ha fatto, la seconda fila raggiunta, “e essere nei primi cinque era il primo obiettivo. Non è una brutta posizione da cui partire”. Però, anche se è “abbastanza soddisfatto per come è andata la giornata”, gli manca ancora qualcosa per essere completamente sicuro di potersela giocare fino all’ultimo con Dani, Jorge e Marc. In rigoroso ordine di qualifica.

Qual è la situazione?

Che loro tre sono molto forti, le Honda come al solito e poi c’è Lorenzo. Sta guidando molto bene e al momento è più veloce di me. Anche se non c’è una grande differenza sul passo fra me e lui, soprattutto a gomme usate”.

Quali sono i problemi?

Li ho nell’ultimo settore della pista, nelle ultime due curve e alla 8. In quei punti non riesco a fare le traiettorie che vorrei. Non ho grande fiducia nell’anteriore in quel punto, lo sterzo si muove in entrata e non riesco a chiudere le linee come vorrei”.

Problemi che si risolvono col setting?

Abbiamo provato nelle libere soprattutto a cercare più trazione, qui il posteriore slitta molto. Le modifiche però non hanno funzionato perché la conseguenza era perdere velocità in percorrenza. So che non sarà facile battere gli spagnoli in casa e non conosco nemmeno alla perfezione il mio potenziale con le gomme nuove”.

Perché?

Come ho detto nelle libere avevamo preso una strada sbagliata, che abbiamo poi abbandonato, e ho usato coperture nuove solo con quella. Quindi non so con certezza come si comporterà la moto nei primi giri di gara”.

Non sembri ottimista.

Rispetto alle ultime gare mi sembra che su questa pista gli spagnoli abbiano qualcosa in più di me sul ritmo. Jorge ha fatto un passo in avanti per quanto riguarda la messa a punto al Mugello e io non sono così a posto come in altre piste. Spero di trovare qualcosa nel warm up e poi di partire bene, non sono troppo lontano”.

Marquez ha utilizzato la strategia delle tre gomme in qualifica. È una possibilità per il futuro?

“E’ una strategia più rischiosa perché devi dare il massimo al primo giro. A Jerez gli era andata bene, qui ha commesso un errore. Ma per poterla attuare devi essere subito a posto in tutti i turni, in modo da potere tenere da parte uno pneumatico in più. Se devi invece recuperare non è possibile farlo. Inoltre le Honda riescono a usare la mescola più dura, noi siamo praticamente costretti a utilizzare la più soffice”.

A proposito di gomme, qual è la scelta per domani?

“Al posteriore penso che tutti useranno la più morbida a disposizione più le temperature saranno basse meglio sarà. All’anteriore la scelta è fra le opzioni più dure, ma dipenderà se farà più caldo o fresco per decidersi”.

Marquez ha commesso il primo errore, potrebbe influenzarlo?

Non credo proprio, nella scorsa stagione cascava due o tre volte a weekend e poi vinceva la gara. Non penso che una caduta per lui sia importante, soprattutto una come questa in cui non si è fatto nulla. Spero che domani Jorge, Dani e io riusciremo a vendergli cara la pelle.  Forse qui è dove Marc sembra essere più ‘in difficoltà’ da inizio stagione”.

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