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MotoGP, FP1: Espargaró fa lo sgambetto a Lorenzo

La morbida aiuta le Open. Terzo tempo per Iannone davanti a Rossi. Solo settimo Marquez

La prima notizia del venerdì della MotoGP a Barcellona è che le Yamaha sono leggermente più in forma delle Honda. La seconda è che, tra le M1, quella Open ha rifilato sette decimi o più alle Factory. Aleix Espargaró si è infatti aggiudicato la prima sessione di prove libere con un tempo di 1'41.672. Il catalano, che ha anche detto di aver commesso diversi errori nel giro lanciato, ha sfruttato al meglio la mescola morbida al posteriore a disposizione solo delle Open (con la media era stato oltre un secondo più lento), avvicinandosi di già al best lap di 1'40.893 (Pedrosa, 2013).

Alle sue spalle, Jorge Lorenzo (+0.729) è apparso in grande spolvero fin dai primi minuti (il suo miglior passaggio risale al quinto giro su 17 percorsi). Il maiorchino, che ha anche sfoggiato una grafica ad hoc per il numero sul cupolino, ha anche evidenziato la consueta costanza sul ritmo, con un passo medio di 1'42 alto, fin qui il più rapido in pista.

Terzo tempo per Andrea Iannone, che ha tratto vantaggio sia dalla scia di Marc Marquez che dalla mescola soft per portarsi a soli 10 millesimi da Lorenzo prima dell'exploit di Espargaró. Il pilota di Vasto è solo circa mezzo secondo più lento con gomma media, ma ha lamentato problemi di aderenza. Per lui anche un fuori pista alla curva 10 quando aveva acceso caschi rossi, concluso con una piccola quanto innocua scivolata per evitare di colpire gli air fence a bordo pista.

Quarto tempo per Valentino Rossi, partito (come Lorenzo) a lancia in resta (+0.751) per poi concentrarsi sul lavoro con gomma usata. Il passo del Dottore è attualmente un paio di decimi più lento di quello del compagno di squadra. Per quanto riguarda i singoli parziali, restano da sistemare T2 e T4, dove accusa circa otto decimi dai migliori.

Alle spalle di Rossi c'è un poker di Honda guidato da Stefan Bradl (+0.948), che ha preceduto di misura Dani Pedrosa (+0.992), Marc Marquez (+1.070), ed Alvaro Bautista (+1.161). Nessuno ha fin qui trovato un compromesso ottimale per quanto riguarda l'assetto della RC213V. Per fare un esempio, Marquez ha il miglior parziale al T1 in assoluto (unico settore appannaggio di Honda). Nei successivi settori, i più competitivi su Honda sono Bautista e Pedrosa, mentre Marquez accusa distacchi pesanti al T2 e T4.

Turno dolceamaro per il resto delle Ducati. Positivo per Yonny Hernandez, nono (+1.288) sulla D16 Open davanti a Pol Espargaró (+1.329); sottotono per Andrea Dovizioso (+1.784) undicesimo davanti Michele Pirro (+1.972). Quindicesimo tempo per Cal Crutchlow (+2.240).

 

 

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