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MotoGP, Dovizioso in bilico tra Ducati e Suzuki

Andrea: "sarebbe un rinnovo a scatola chiusa". Crutchlow: "con le MotoGP staccate senza fiato"

Le trattative di mercato vanno avanti lontane dai riflettori nel paddock della MotoGP. Uno delle pedine più importanti è Andrea Dovizioso, il cui contratto con Ducati scade a fine anno. “Abbiamo incominciato a parlare per il rinnovo, ma le trattative non sono così avanti per dire qualcosa di definitivo – spiega – Sicuramente abbiamo tempo per parlarne questo weekend e il prossimo”. Il forlivese non si sbilancia, anche perché sul piatto ha anche altre offerte, come quella di Suzuki. “E’ normale che sia così, per tutti i piloti in scadenza – continua – e non voglio chiudermi nessuna porta. Sicuramente è un’ipotesi interessante, anche se bisogna capire bene il progetto”.

L’obiettivo del Dovi è quello “di vincere con Ducati ma d’altra parte questi sono stati due anni difficili, con risultati diversi da quelli che ci aspettavamo. Il lato positivo è che il prossimo anno ci sarà un nuovo progetto e sarà fatto dalle persone che sono riuscite a migliorare la Desmosedici in questi mesi. Però lo si deve prendere a scatola chiusa, non sarà possibile provare il nuovo materiale prima della firma”. Quindi? “Sarà un’altra scommessa – ammette – Sono sicuro che si farà un passo avanti, ma non so quanto sarà grande. Ho 28 anni e, per assurdo, non sono più così giovane per aspettare ancora”.

Nell’attesa di dipanare le nuvole che incombono sul proprio futuro, Andrea pensa alla prossima gara. “Quello di Barcellona è un circuito in cui mi sono sempre divertito, in tutte le categorie – dice – però quello della scorsa stagione è stato un fine settimana difficilissimo. Il problema più grande è stata la mancanza di aderenza all’anteriore, però la Ducati sotto questo aspetto è migliorata negli ultimi mesi, quindi mi aspetto di diminuire il gap rispetto al 2013. Bisognerà anche vedere anche come di comporteranno le gomme, dalla 33, la più morbida, alla 34, la più dura, c’è un grande salto. Con quest’ultima si va per terra senza accorgersene. Magari le temperature ci aiuteranno”.

Anche Cal Crutchlow spera che il Montmelò possa riservargli buone sorprese. “Abbiamo capito, analizzando i dati, cosa è successo al Mugello. Le gomme hanno avuto un calo di pressione anomalo – spiega – Ne conosciamo la causa e sono convinto che senza quell’inconveniente avrei potuto fare una buona gara”. L’inglese sta ancora lavorando sulla Desmosedici, “soprattutto per trovarmi meglio in sella – continua – Stiamo lavorando sulla posizione di guida, al momento sono troppo in alto e in rettilineo le spalle sono esposte all’aria. Perdo molto in velocità massima. La squadra però sta lavorando bene e sono soddisfatto”.

Le Rosse, in effetti, non difettano in velocità massima e Cal è un grande staccatore. “Qui i dati dicono che la frenata dopo il rettilineo è lunga piè di 300 metri? Non ci ho mai fatto caso – le sue parole – La cosa più interessante è che quando freniamo tratteniamo il fiato, quindi non vedi l’ora che arrivi la curva per prendere una boccata d'aria! È un particolare che mi colpisce, pensate a quante curve ci sono, praticamente non respiriamo mai”. La Ducati non ha ancora fatto perdere il buon umore a Crutchlow.

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