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MotoGP, Rossi: podio al Mugello? momento unico

Valentino festeggia in casa dopo 5 anni: "le possibilità di vittoria le ho vanificate in qualifica"

Valentino Rossi è salito sul podio del Mugello dopo cinque anni, era il 2009 e un altro terzo posto. “E’ un’altra emozione esserci perché te lo meriti rispetto ad affacciarsi a salutare i tifosi. Una piccola soddisfazione, che lo ripaga di dovere aver fatto da semplice spettatore – per quanto privilegiato – al duello tra Marquez e Lorenzo. “Avevo una possibilità di lottare con loro, ma l’ho gettata al vento ieri con l’errore nelle qualifiche”, ammette il Dottore. Un altro palliativo è stato quello di essere riuscito a salire al secondo posto in campionato.

Valentino, anche nel warm up hai avuto qualche problema.

Al cambio, è stato un errore umano che ci ha impedito di provare qualche modifica al setup. Non penso sarebbe cambiato molto comunque”.

La partenza in gara è stata buona.

“Nei primi giri son stato sia fortunato che veloce, mi sono divertito a fare tutti questi sorpassi. Sono risalito in fretta fino alla terza posizione, ma Marquez era già a quasi un secondo e mezzo. Un vero peccato, soprattutto perché perdevo dai primi due nell’ultima parte del circuito e quindi non riuscivo ad avvicinarmi abbastanza per prendere loro la scia sul rettilineo. Il mio passo era buono, infatti non ho perso tanto da loro. La definirei una gara solida per me”.

Ed è arrivato il terzo podio consecutivo.

Un bel risultato, ora non resta che fare squalificare Marquez per tre o quattro gare, sarebbe più divertente per tutti (ride). A parte gli scherzi, sono contento di questo risultato, al Mugello non salivo sul podio da cinque anni e i tifosi sono sempre speciali. C’erano migliaia di persone sotto di me, tutti vestite di giallo. Penso sia il momento più emozionante di tutta la stagione e averlo potuto vivere è per me un orgoglio”.

Come ti spieghi il fatto di avere così tanti tifosi?

Ho una lunga carriera alle spalle, con molti successi, ma penso che il motivo principale è il modo in cui corro. Molta gente segue le gare perché sa che sono veloce, anche se forse valeva di più in passato (ride). Ma do comunque sempre il massimo”.

Com’ è stato osservare la battaglia da vicino?

Qualche giro me lo sono perso, avevo deciso di cambiare mappatura ma ero più lento. Mi sono riavvicinato per l’ultimo giro. Ho anche sperato che Marc e Jorge facessero un piccolo errore per farla diventare una lotta a tre. Sul finale mi aspettavo un attacco di Lorenzo, ma Marc ha preso quel piccolo margine che gli ha consentito di vincere”.

Le gare quest’anno sono comunque più spettacolari, perché?

La gomma più morbida e i maggiori di benzina concessi alle Open scombinano le cose. Capita spesso che nello schieramento sia davanti piloti con un passo più lento rispetto a quelli che li seguono. Fino allo scorso anno le gare si decidevano nel primo giro e mezzo, ora le cose sono cambiate”.

E’ stata una gara particolarmente dura?

Lo sono tutte ormai, in passato si poteva fare un po’ più di strategia mentre adesso bisogna dare il 100% dal primo all’ultimo giro anche solo per non perdere troppo dai primi. Non ho sentito troppo la fatica, anche se essere più vecchio di dieci anni rispetto agli avversari significa allenarsi di più. Però non penso che sia l’età che mi abbia fatto perdere qualche decimo, è più un motivo tecnico: questo moto si guidano diversamente”.

Marquez sembra potere vincere ogni gara, anche se oggi Lorenzo gli ha dato filo da torcere. Cosa ne pensi?

Gli è stato vicino, come avevo fatto io in Qatar, ma alla fine vince sempre lui. Quello che possiamo fare è cercare di fregarlo gara dopo gara. Non voglio fare previsioni per una mia vittoria, l’importante è provarci”.

Un primo posto l’hai festeggiato, quello di Fenati.

Romano è stato fantastico, ha messo all’opera una strategia perfetta e ha fatto un sorpasso da antologia alla prima delle Arrabbiate, era così veloce che ha dovuto farne subito un altro alla seconda. Quando un pilota guida così, per gli altri c’è poco da fare”.

Pensi che abbia il fisico giusto per la MotoGP?

Mi ricorda un po’ Marquez, non è molto alto ma è ben piazzato: un bel cinghiale”.

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