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MotoGP, Marquez: stancarsi di vincere? Mai

"Gara dura, ma non mi accontenterei del 2º posto". Lorenzo: "Tutti più vicini". Pedrosa: "mappa sbagliata"

Una vittoria, non importa con quanto margine, è sempre una vittoria. Pure senza dominare come al solito, Marc Marquez ha chiuso le qualifiche del Mugello in prima posizione. Le pole position consecutive sono sei, sette se si conta anche quella di Valencia nel 2013, ma più che il giro lanciato è il passo dello spagnolo a preoccupare gli avversari. Il giovane di Honda ancora non ha smesso di imparare, e non ha perso occasione di dimostrarlo proprio sulla pista dove ha faticato di più lo scorso anno.

"Credo che l'anno in più di esperienza sia ciò che ha fatto la differenza fin qui – ha analizzato Marquez – Prima ero capace di andare veloce usando gli altri piloti come riferimento, ora posso farlo anche da solo. Qui siamo tutti più vicini del solito, quindi mi aspetto una gara difficile e combattuta. Certo, se avessi l'occasione di vincere non mi accontenterei del secondo posto. Il successo stanca? Per me no".

Tra Marquez ed il sesto sigillo ci sono però diverse guardie. Ad esempio, le rosse (o gialle, nel caso di Iannone) di Ducati, ma anche le blu di Yamaha, tra le quali non figura solo Jorge Lorenzo (terzo in griglia).

"Valentino ha un ottimo passo con le gomme usate – ha aggiunto Marquez – Il fatto che parta dalla decima fila non cambia la mia strategia di gara, non farò di più per approfittarne e distanziarmi da lui in particolare. Le Ducati, ad esempio, solitamente partono forte. Il Mugello è una pista fisicamente impegnativa. Quattro anni fa qui ho ottenuto la mia prima vittoria nel mondiale. Non mi sarei mai aspettato quello che è successo da allora, ma è il frutto di tanto duro lavoro".

LORENZO PRONTO AL CORPO A CORPO – La prima fila di Lorenzo, la terza nel 2014 dopo Argentina e Spagna, ha raddrizzato un week-end partito con qualche difficoltà in più del previsto per il vice-campione. La M1 non è ancora quella "macchina perfetta" che gli ha consentito di vincere otto gare lo scorso anno, ma tra le colline toscane si è avvicinata alla Honda regina dei costruttori.

"Ho migliorato l'aderenza al posteriore, facendo un passo avanti in classifica e nei tempi sul giro – ha detto Lorenzo – Domani non farò esperimenti nel WUP come a Le Mans, al massimo piccole modifiche. La moto è più competitiva, e fisicamente sono in forma, ma la Honda va bene in ogni parte del circuito mentre a noi resta da migliorare la fase di frenata".

Come Rossi, Lorenzo accusa la maggior parte del proprio distacco nel quarto settore, che include le Biondetti e la Bucine.

"Ho fatto anche un errore nell'ultimo settore durante il giro lanciato – ha aggiunto il pilota Yamaha – Se avessi a disposizione la morbida sarei secondo, ma è solo un'ipotesi. Fatichiamo ancora alla Bucine perché il grip generale quest'anno è più basso, e la nuova gomma posteriore è a mio avviso troppo morbida, quindi pattina. Comunque abbiamo seminato bene, vediamo se domani la frutta sarà matura da raccogliere".

PEDROSA SBAGLIA BOTTONE – Il quarto tempo non rende giustizia alle potenzialità di Dani Pedrosa, risorto nelle FP3 dopo aver chiuso il venerdì con l'undicesimo tempo combinato. A tradire lo spagnolo, un errore fatto prima ancora di entrare in pista.

"In pit-lane ho toccato per sbaglio il pulsante delle mappature, impostando quella con meno potenza – ha raccontato PedrosaMe ne sono accorto solo quando mi sono fermato a provare la partenza, perché non si sente molta differenza. Lo avrei notato se la gomma avesse cominciato a scivolare, ma non così. Una piccola svista che mi ha fatto perdere un decimo a settore. Comunque sono soddisfatto dei nostri progressi. In gara posso stare con i primi, ma credo che la seconda parte sarà quella decisiva".

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