Tu sei qui

MotoGP, Marquez: Mugello? Da maneggiare con cura

"Sono partito con più calma, ed ha funzionato".  Pedrosa: "Fare la Q1 sul bagnato sarebbe un rischio"

Marc Marquez perdona ma non dimentica e, dopo le diverse cadute rimediate al Mugello lo scorso anno, ha voluto prima di tutto far pace con il tracciato toscano. Il giovane campione in carica ha affrontato la prima (ed unica, a causa della leggera pioggia pomeridiana) sessione di prove del venerdì con maggior cautela del solito, ma il risultato finale non cambia: in cima alla classifica dei tempi c'è lui, con un 1'48.004.

"Non ero nervoso, ma avevo un punto interrogativo che mi ronzava in testa – ha confessato Marquez – La mia strategia odierna era di partire con più calma, guidare il più fluido possibile e trovare prima le traiettorie ideali. Ha funzionato, perché sono riuscito ad abbassare progressivamente i miei riferimenti ed abbiamo già una buona base sulla quale lavorare".

Lo dimostra anche il suo passo, di 1'48 medio, ottenuto senza peraltro usare "né la gomma media né i dischi maggiorati, non ne abbiamo avvertito la necessità". Al momento, solo Valentino Rossi è stato in grado di registrare un ritmo simile. Da buon perfezionista, tuttavia, Marquez non è ancora soddisfatto del livello raggiunto.

"La staccata è il punto forte della Honda, ma al Mugello non ci sono frenate forti ad eccezione della prima curva – ha aggiunto – In Moto2 puoi entrare con la moto maggiormente intraversata, mentre in classe regina devi stare molto più attento altrimenti la caduta è quasi assicurata. Molti piloti comunque preferiscono questo stile, ed in questo senso la Moto2 è una buona scuola. La MotoGP pesa 20 chili in più, ma non si avverte troppo la differenza perché il peso è sistemato in punti strategici ed il comportamento della moto non cambia più di tanto".

Un problema di setup – "ho fatto solo un giro con la prima moto ma anche la seconda non era a posto, si muoveva troppo in curva" – ha invece impedito a Dani Pedrosa di andare oltre l'undicesimo tempo (+1.199). Lo spagnolo non fa comunque drammi nell'ipotesi di dover affrontare la Q1 (in caso di FP3 bagnate), a patto che la pista si asciughi.

"Peccato saltare la FP2 e non poter migliorare i miei tempi, sarebbe un rischio dover effettuare la Q1 con pista bagnata, ma con queste slick devi andare forte per trovare aderenza – ha analizzato PedrosaSe vai pieno, sull'asciutto c'è più o meno la stessa aderenza che sul bagnato. Con le intermedie non sarebbe comunque stato molto diverso nelle condizioni di oggi, perché non saremmo riusciti a lavorare sugli assetti".

Categoria: 

Articoli che potrebbero interessarti