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Pol: spagnolo in MotoGP? una sfortuna

Espargaró: "ho imparato più stando dietro a Valentino a Le Mans che in quattro GP. Il podio? arriverà"

Pol Espargaró è l’ultimo prodotto di quel vivaio spagnolo che sembra non avere fine. Arrivato in MotoGP da campione del mondo della Moto2, l’iberico si è messo in mostra a Le Mans con un quarto posto. I primi passi in moto a tre anni, la prima gara sullo sterrato, “una specie di cronoscalata con mio padre”, e infine l’asfalto, “mi sono innamorato subito”. Pol ora ha realizzato il sogno di approdare nella classe regina, dove la concorrenza dei connazionali è grande.

Essere in spagnolo in MotoGP è più una fortuna o una sfortuna?

Assolutamente una sfortuna, è un problema. Alla fine sei uno dei tanti, è più difficile, non sei l’unico rappresentante del tuo Paese. Se sei il terzo, il quarto o il quinto degli spagnoli è difficile attirare gli sponsor o l’interesse della gente, devi essere uno dei primi due. Era lo stesso anche in Moto2 e lì sono riuscito a raggiungere l’obiettivo più importante”.

Ti immaginavi di avere così tanti impegni fuori dalla pista in MotoGP?

Sono molti, ma è una situazione che mi piace perché significa che sto facendo bene e che la gente si interessa a me”.

Sembra che ormai un pilota passi più tempo in eventi promozionali che in moto.

Anche a me sembra così, ma è una parte di questo lavoro. Appena sono arrivato a Tech3 mi hanno detto di prepararmi. In MotoGP è tutto più grande rispetto alla Moto2, non solo le moto e la loro potenza”.

La immaginavi così la MotoGP?

“Provi sempre a farti un’idea di come sarà, ma finché non ci arrivi non riesci a capire qual è la realtà. Mi ricordo la prima volta che sono entrato nel box, a Valencia il lunedì dopo la gara, sono entrato e mi sono seduto. Ho visto le due moto, il box enorme, tutti i tecnici. Mi sono detto: ‘cazzo, è tutto diverso’. È come ricevere un premio per tutto il lavoro fatto”.

Della prima gara in Qatar quale ricordo ti è rimasto più impresso?

Ho l’immagine dei momenti prima della partenza, quando sono arrivato sullo schieramento e mi sono tolto il casco. La gente gridava ‘Valentino’, sembrava impazzita. Era pieno di giornalisti e meccanici ovunque, è la cosa che più mi ha colpito. Ho iniziato a ridere, non mi aspettavo un’emozione simile”.

Con alcuni piloti come Marquez o Bradl avevi già combattuto nelle classi minori, ce n’è uno che invece ti ha emozionato quando te lo sei trovato di fianco?

Moltissimi, ci sono piloti di cui ho guardato tutte le gare come Dovizioso, Lorenzo e Pedrosa. Sono piloti che hanno fatto la storia e sembra incredibile lottare contro di loro. Poi c’è Valentino, tutti vogliono correre contro di lui e quando lo trovi in pista e lo vedi guidare capisci perché ha vinto così tanto”.

Pol EspargaròCome hai trovato Marquez in MotoGP?

Ha più esperienza ora ed è più forte sia fisicamente che mentalmente. Vincere il titolo influisce molto, ti fa sentire più grande e questo si vede quando lo segui in pista”.

Sapere di averlo battuto in passato ti dà fiducia?

Certo che sì, so che posso farlo di nuovo anche se sarà difficile. Sicuramente ci proverò, ma servono tempo ed esperienza. Bisogna solo lavorare bene”.

Qual è la cosa più facile e quale la più difficile da imparare in MotoGP?

Fare un giro veloce quando si mettono le gomme nuove non è troppo complicato, il problema principale è essere costanti e gestire le gomme quando iniziano a scivolare. Per capire come usare il controllo di trazione e come risollevare in fretta la moto ci vuole tempo. L’importante è non cadere e farsi male”.

Si impara osservando gli altri piloti in pista?

E’ il metodo più veloce, ma anche più difficile. A Le Mans ho capito più cose stando dietro a Valentino che nelle prime quattro gare”.

Quale pilota ha uno stile di guida più simile al tuo?

Direi Marquez, entrambi veniamo dalla Moto2 e quella scuola ti indirizza verso una guida particolare, staccando forte e facendo scivolare la moto. Però con la Yamaha non è uno stile redditizio, bisogna essere meno aggressivi”.

La Moto2 prepara al salto in MotoGP?

Penso sia la scuola migliore, ti abitui al quattro tempi, al freno motore, anzi in frenata è più difficile della MotoGP non essendoci elettronica. Personalmente è stato più difficile passare dalla 125 alla Moto2, che dalla Moto2 alla MotoGP”.

Usi la moto in strada?

Fino a ora no ma da poco ho un T-Max e mi diverto tantissimo, mi piacerebbe provarla in circuito”.

Aleix e Pol EspargaróTuo fratello Aleix ha un team nel CEV, tu ci hai mai pensato?

Mio fratello è matto, deve essere sempre attivo, farebbe tutti i fine settimana una gara. Io invece preferisco rilassarmi di più”.

In teoria per il prossimo anno il tuo contratto prevedrebbe l’arrivo nella squadra ufficiale. Qual è la situazione?

In Tech3 mi trovo bene, è una squadra molto professionale e allo stesso tempo mi sento come in famiglia. Però, come tutti, il mio obiettivo è arrivare un team ufficiale però dipende tutto dalle scelte di Rossi e Lorenzo, non dalla mia”.

Hai fatto un quarto posto a Le Mans, quale potrebbe essere la pista giusta per il podio?

Non lo so, per esempio pensavo che a Jerez potessi fare bene e invece è stato il circuito più difficile per me. Con la MotoGP le piste cambiano, quindi non faccio pronostici e aspetto continuando a dare il massimo”.

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