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Suzuki mostra la sua GSX-R750Z

Aggiornamenti di fino per la supersportiva di mezzo di Hamamatsu. La potenza rimane a 150 cavalli

Suzuki mostra la sua GSX-R750Z

La terra di mezzo di casa Suzuki si chiama GSX-R 750. Una strada tracciata fin dal lontano 1985, in grado di precorrere l'intero percorso delle supersportive stradali. La "settemezzo" era la cilindrata Supersportiva a quattro cilindri per eccellenza, tanto da essere la configurazione degna del campionato mondiale Superbike.

Nel corso degli anni le sorelle giapponesi son salite di cilindrata, sfornando quei mille quattro cilindri superbike divenuti poi uno status quo per il mondo delle supersportive, abbandonando quella terra di mezzo rimasta però cara agli uomini di Hamamatsu.

La GSX-R750 infatti ha continuato a percorrere la sua strada, arrivando ad evolversi fino ai giorni d'oggi. Proprio Suzuki ha svelato l'ultimissima versione del suo esemplare, la GSX-R750 a cui aggiunge la Z al proprio nome, proposta nella livrea bicolore Rosso/Nero, con nuove pinze freno anteriori monoblocco radiali di color argento, con ben visibile il marchio Brembo, a sottolineare la propria natura da corsa. Novità, per questo 2014, di fino, di dettaglio quindi.

Ecco allora i foderi superiori della forcella anodizzati di color oro, così come il dado del perno di sterzo, ed il tendicatena posto alle estremità del forcellone in alluminio. Rinnovato anche il logo Suzuki, con la S dettato da un design tridimensionale. Tecnicamente, la Suzuki GSX-R 750Z rimane immutata, con il peso di 190 chilogrammi, il propulsore quattro in linea frontemarcia da 750cc, e con le misure di alesaggio e corsa pari a 70,0 x 48,7 mm. Dati che confermano una potenza pari a 150 cavalli a 13.000 giri/min, ed un rapporto di coppia pari a 86,3 Nm a 11.200 giri/min.

Il motore utilizza pistoni in alluminio forgiati e bielle pallinate al nitruro di cromo, con fori di ventilazione a sezione pentagonale sui cilindri. La distribuzione è data da un doppio albero a camme in testa, le valvole sono controllate da una molla singola di richiamo.

Iniettori a 8 fori per l'iniezione elettronica a doppia farfalla SDTV, con l'accensione che sfrutta la tecnologia sviluppata nel corso degli anni di permanenza in Motogp da parte della casa hgiapponese. Due le mappature regolabili (S-DMS) attraverso un classico comando posto sul manubrio sinistro. Classico è anche lo scarico, con la conformazione 4 in 1 con silenziatore in titanio. Il comparto frizione invece, sfrutta un sistema antisaltellamento sviluppato nelle competizioni.

Ciclisticamente, non si può fare a meno di notare l'estrema somiglianza delle scelte optate per la versione da 600cc della GSX-R. Il telaio in alluminio è un doppio trave, abbinato ad un forcellone in lega leggera. La forcella è una Showa Big Piston completamente regolabile. Troviamo uno Showa regolabile completamente sia alle alte che alle basse velocità anche per l'ammortizzatore posteriore.

Di serie è presente anche un ammortizzatore di sterzo a controllo elettronico, in grado di offrire un minor smorzamento alla basse andature, ed un'azione maggiore ad alte velocità ed in pista. A frenare la Settemezzo ci pensa un doppio freno a disco flottante da 310 mm con le citate pinze monoblocco ad attacco radiale. Per migliorare inoltre l'ergonomia alla guida, Suzuki offre le pedane regolabili su tre posizioni, oltre ad un registro per i comandi sul manubrio.

Il prezzo per questa Suzuki GSX-R750Z? 12.900 Euro.

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