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SBK, Donington: il bello, il brutto, il cattivo

Uno-due di Sykes nella lotta interna con Baz. Giugliano e Melandri a fasi alterne, Rea opaco

Nata in tempi antichi, la disciplina del pugilato è stata elevata a "nobile arte" (da James Figg, nel '700) in Inghilterra. Nel quinto appuntamento della SBK, a Donington, Tom Sykes ha indossato i guantoni, emergendo sulla distanza nella "rissa" di Gara1, per poi trattare gli avversari come "sparring partner" nel secondo round.

Un uno-due (suo e di Kawasaki, con Loris Baz due volte secondo) perentorio, che ha mandato diversi avversari al tappeto nel tentativo di rispondere ai colpi (Lowes, Melandri – incolpevole – e Giugliano) e tutti gli altri rintronati. Vittoria ai punti o KO tecnico che sia, il campione in carica britannico ha dominato sul ring di casa e ripreso il largo nella classifica iridata (+26 su Baz e Jonathan Rea, +37 su Sylvain Guintoli). Con ancora otto incontri da disputare, tutti i contendenti tengono la guardia alta.

IL BELLO – Anche lasciando il costume da "Mr. Superpole" ai box (settimo in griglia), Sykes ha mostrato i muscoli al momento più opportuno. In Gara1, da consegnare immediatamente a cineteche ed archivi, il britannico si è trovato undicesimo dopo un contatto con Baz alla prima curva. Voleva addirittura rientrare ai box (elettronica momentaneamente in tilt) ma ha stretto i denti, preso ritmo, ed infilato gli avversari con fendenti spietati quanto precisi. "Se c'è da sgomitare, non mi tiro indietro purché rimanga il fair-play" ha dichiarato al termine del suo capolavoro. Nuove leve scalpitano, ma è ancora lui il peso massimo delle derivate di serie. Menzione d'onore per Ayrton Badovini sulla Bimota EVO, ha lottato alla pari con Elias nonostante i cavalli in meno.

IL BRUTTO – I continui cambiamenti del programma di prove e gara (a Donington, giunto alla terza versione su cinque gare) rischiano di far perdere lo spettacolo al pubblico di casa, comprensibilmente spaesato e confuso. Un vero peccato, perché in Inghilterra si sono viste due gare di prima qualità. Le derivate di serie potrebbero capitalizzare maggiormente sul fatto di essere rimasto l'unico campionato "in chiaro". Basterebbe organizzarsi un po' meglio.

IL CATTIVO – A detta dei suoi avversari, Loris Baz. Lo spilungone francese è il classico in-fighter, l'aggressore, quello che boxa all'interno della guardia altrui e colpisce continuamente per tenere alta la pressione. Sykes lo aveva già ammonito a Phillip Island, e lo ha ribadito dopo Gara1, invitandolo a stare più attento. Messaggio non ricevuto perché nella seconda manche, al tornantino Melbourne, ha rischiato lo strike con una staccata al limite. Fin qui, tuttavia, nessun colpo proibito. E che spettacolo…

LA DELUSIONE – Dopo tre vittorie consecutive, Jonathan Rea si aspettava sicuramente di più dall'appuntamento di casa. Problemi di aderenza hanno invece costretto a restare alle corde. Peccato che i suoi diretti avversari in classifica non si siano stancati. Il "rope-a-dope", questa volta, non ha funzionato.

LA CONFERMA – Davide Giugliano ha la potenza da peso massimo, ma resta qualcosa da sgrezzare nel suo repertorio di pugni. Sul round singolo, il romano (in pole a Donington) ha pochi rivali. Sulla lunga distanza, per contro, non risparmia le energie e talvolta resta scoperto nel tentativo di colpire il più forte possibile. La sensazione è che la Panigale, pur cresciuta enormemente, conceda tuttora meno margine di errore rispetto alle controparti. Il romano è generoso, non si tira mai indietro, ma gli zeri in classifica pesano. A volte basterebbe arrivare alla fine invece che cercare il KO, le decisioni ai punti potrebbero riservare piacevoli sorprese.

LA SORPRESA – Entrambe nel box Suzuki, una buona ed una cattiva. La prima è che Alex Lowes (pur troppo esuberante in Gara2, vedi il contatto con il malcapitato Melandri) è già pronto a salire sul ring con i massimi. Il secondo podio, questa volta sull'asciutto, ne ha alzato notevolmente le quotazioni e c'è già tra i bookmakers chi lo dà alla pari per Sepang. Discorso opposto per Laverty, copia sbiadita del vice-campione dello scorso anno. L'irlandese non ha perso lo spirito combattivo, ma è entrato in un circolo vizioso di sfortuna e distrazioni. Forse il test con la Suzuki MotoGP in Giappone avrà l'effetto tonificante di una passata di spugna sul suo viso…

IL SORPASSO – Due "doppi" colpi di Sykes. Il primo ai danni di Davies e Haslam in Gara1, il secondo su Baz e Guintoli. Colpi non definitivi ma umilianti, da chi sul ring sta ancora giocando. Non osiamo pensare a cos'altro tenga in serbo.

LA CURIOSITÀ – Il circuito di Donington, meta storica delle due ruote, ospitò la Formula 1 solo in un'occasione. Nel 1993, quando Ayrton Senna disputò forse la sua gara più bella, sotto una pioggia battente.

IO L'AVEVO DETTO – "Nonostante la terza fila dormirò sonni tranquilli perché la Kawasaki è competitiva in tutte le condizioni", le parole di Sykes alla vigilia della gara. Che il britannico abbia riposato bene, lo dimostra la sua seconda doppietta della stagione.

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