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SBK, Sykes: la mia gara più emozionante

Rea: "Poco grip in ingresso e uscita di curva". Laverty: "Gara frustrante, lavoriamo sul freno motore"

Tom Sykes si presentava al quinto appuntamento della stagione da re del castello di Donington (e della pista con il quale condivide il nome) dopo la doppietta conseguita nel 2013. Con le due vittorie di oggi – condite da due "doppi sorpassi" da cineteca, il primo ai danni di Davies ed Haslam, il secondo a Baz e Guintoli – il campione in carica ha esteso il proprio "feudo" riprendendosi la leadership in classifica, persa a favore di Rea dopo un week-end sottotono ad Imola.

"Gara1 è stata la più emozionante della mia carriera, anche se la più significativa rimane quella grazie alla quale ho vinto il titolo – ha commentato Sykes – In Gara2 sono partito meglio, ma sapevo che Baz e Guintoli avevano il passo, quindi ho continuato a spingere senza esagerare e mi sono portato in testa a metà gara. È fantastico fare un'altra doppietta dopo Aragon, ma soprattutto riprendersi la testa della classifica. Anche il meteo ci ha aiutato, oggi a Donington è arrivata l'estate".

PROBLEMI DI GRIP PER REA – La "Union Jack" ha sventolato sul podio anche grazie al terzo posto di Alex Lowes in Gara1, mentre non è stata difesa con altrettanto successo da Jonathan Rea, atteso tra i protagonisti dopo tre vittorie consecutive ma svanito nelle seconde linee (due sesti posti) in gara.

"Ho dovuto stringere i denti in entrambe le gare – ha detto il nordirlandese – Mi è mancato soprattutto il grip sia in ingresso che uscita di curva. È difficile capire il perché, ma abbiamo molti dati da portare a casa ed analizzare".

Il volto del britannico non è comunque cupo.  Il distacco da Tom Sykes è di 26 punti (30 quelli persi in totale), ma le caratteristiche del tracciato di Sepang, a detta sua, potrebbero creare i presupposti per una rivincita immediata.

"L'asfalto liscio della Malesia potrebbe favorirci – ha sentenziato – Oggi ero troppo distante dai primi, ma guardando al lato positivo sono riuscito a limitare i danni. Ho avuto qualche problema al cambio. La scalata tra le marce basse in uscita dalle curve a U non era perfettamente bilanciata. Forse le limitazioni regolamentari sui rapporti utilizzabili ci hanno penalizzato qui".

LAVERTY DUE VOLTE A TERRA – Il più deludente tra gli anglofoni è stato senza dubbio Eugene Laverty. L'irlandese vice-campione in carica sta vivendo con ogni probabilità il momento più difficile della sua carriera in sella alla Suzuki, ed ha collezionato due cadute in gara ed un tredicesimo posto come miglior risultato.

"In Gara1 si è trattato di una caduta inaspettata – ha commentato – Nella variante sono entrato un po' troppo interno, e la 'saponetta' si è impuntata sull'erba, di fatto disarcionandomi dalla moto. In Gara2 ho frenato con i soliti riferimenti, forse anche prima. È molto frustrante… Se non altro i progressi fatti rispetto ad Imola a livello di ciclistica sono evidenti. Dobbiamo lavorare soprattutto sull'ingresso di curva e sul freno motore".

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