Tu sei qui

SBK, Mercato piloti ostaggio del regolamento

Sykes, Rea e Laverty in scadenza, ma le squadre attendono la ratifica delle specifiche tecniche 2015

Se gli ingranaggi del mercato MotoGP sono stati messi in moto relativamente in anticipo dal rinnovo (biennale) di Marc Marquez con il team ufficiale Honda – ed i contratti in scadenza di Dani Pedrosa, Jorge Lorenzo, e Valentino Rossi – le trattative della Superbike si preannunciano altrettanto "calde" ma procedono a rilento per una serie di ragioni, ma una in particolare: il regolamento definitivo per il 2015 stenta a venire ufficialmente alla luce.

A questo proposito, diversi manager a Donington hanno espresso scetticismo anche perché l'accordo di massima – tra FIM, organizzatore e MSMA – pare esserci. Sarà possibile intervenire sulla testata del motore, il prezzo massimo dell'elettronica dovrebbe attestarsi a 8mila euro (ai quali vanno aggiunti i costi di cablaggio) e quello delle moto omologabili a 40mila. Anche le quote di produzione ai fini dell'omologazione, fissate attualmente a 1000 esemplari entro la fine del secondo anno nelle competizioni, dovrebbero abbassarsi a 500 per fare fronte alla crisi di mercato.

Diversi top rider della SBK sono in scadenza di contratto. I nomi più pregiati sul tavolo delle derivate di serie sono quelli di Jonathan Rea (Honda), Tom Sykes (Kawasaki) e Eugene Laverty (Suzuki), "free agent" a fine 2014. I tre anglofoni, tra l'altro, hanno espresso diversi gradi di interesse nei confronti della MotoGP, dicendosi disposti al salto di categoria solo se su moto ufficiale.  A questo proposito, l'unica sella realisticamente disponibile sembra quella di Suzuki, che comunque ha altri nomi (Dani Pedrosa ed Aleix Espargaró, oltre a Randy De Puniet) in cima alla lista dei candidati.

Rea e Sykes stanno bene dove sono – lo conferma l'attuale classifica, che li vede al primo e secondo posto rispettivamente – ed è probabile che rinnovino. Lo stesso non si può dire per Laverty, che dopo una rocambolesca vittoria all'esordio con la GSX-R ha patito diversi problemi di affidabilità e si è allontanato progressivamente dal podio. I suoi rapporti con la squadra capitanata da Paul Denning sono tuttora buoni, ma la presenza nei box di un prospetto interessante (e più economico) come Alex Lowes – sul quale il team ha un'opzione da esercitare per il rinnovo automatico – potrebbe indurre il vice-campione in carica a cambiare nuovamente residenza.

Dove? Sicuramente non in Ducati, che ha un contratto biennale sia con Davide Giugliano che con Chaz Davies. Oltre alle moto sopracitate, restano sul piatto l'Aprilia di Sylvain Guintoli, la Kawasaki di Loris Baz, e la Honda di Leon Haslam.

Ogni trattativa, al momento, resta però ostaggio del regolamento 2015, la cui bozza avrebbe dovuto essere divulgata originariamente in concomitanza con il round di Aragon ma è stata posticipata a data da destinarsi. Il tempo, tuttavia, stringe. La maggior parte delle squadre ha giugno come scadenza per definire il budget con le rispettive Case. Una situazione che non giova a nessuna delle parti coinvolte. La stessa, peraltro, che si era proposta lo scorso anno con la gestazione della categoria EVO. A prescindere dal corso da intraprendere, non guasterebbero maggior chiarezza e decisione.

Categoria: 

Articoli che potrebbero interessarti