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Rea: piloti MotoGP vs SBK? Mai ad armi pari

"Paragone ingiusto: gli ex della MotoGP sempre su SBK al top. Il motomondiale? È un sogno"

Jonathan Rea è l'uomo del momento in SBK. Il pilota Honda è reduce da tre vittorie consecutive e guida per la prima volta la classifica iridata. Casualmente è anche sul mercato, dal momento che il rinnovo siglato con il team Ten Kate lo scorso anno aveva natura annuale.

Il nome del nordirlandese, come ormai ogni anno, è stato nuovamente menzionato nelle ipotesi di mercato del motomondiale.  Le sirene della MotoGP rappresentano una tentazione alla quale è difficile resistere, ma nessun "Ulisse" delle derivate di serie ha mai trovato definitivamente porti sicuri o spiagge amene tra i prototipi. Almeno per ora, Rea preferisce godersi il momento e restare concentrato sul campionato in corso.

"Onestamente, visti anche i buoni rapporti che ho con Honda, si fa il mio nome nel mercato MotoGP spesso", ha dichiarato il pilota di Larne. "È solo gossip, niente di più. Chiaramente il motomondiale è il pinnacolo delle corse. Ma la vera domanda è: meglio correre in SBK con una possibilità di vincere il mondiale, o correre da pilota privato nell'altro campionato con il rischio di fare da comparsa?"

Che risposta ti daresti?

"È una decisione difficile. Voglio andare in MotoGP, è il mio sogno, ma credo di meritarmi una moto competitiva. In passato ho partecipato ad un test e due gare, con prove e qualifiche sempre bagnate, e credo di aver fatto un buon lavoro, finendo ottavo e settimo. Altri piloti dal valore riconosciuto chiudono nelle stesse posizioni, ma io l'ho fatto dopo due gare".

Anche perché, immaginiamo, avevi l'imperativo di non cadere...

"Dalla Superbike mi avevano detto 'divertiti' ma vacci piano. La moto non è così diversa da quelle che siamo abituati a guidare. Capire le gomme, per me, ha richiesto un po' di tempo. Ma non gli interi test pre-campionato e metà stagione, come è capitato ad altri".

Pensi di potertela eventualmente giocare?

"Per ora non penso al 2015. Anche se il rinnovo così anticipato di Marquez ha messo in moto gli ingranaggi. Ora gli altri top rider, come Pedrosa e Lorenzo, dovranno trovare un accordo e poi, quando la palla verrà passata a me, dovrò decidere da che parte dirigerla".

Non credi che, per un pilota SBK, un eventuale passaggio di categoria rappresenti una sfida in salita?

"Vincere è difficile per chiunque ora che c'è Marquez (ride), ma il problema con i piloti della SBK è che non è normale per loro passare al motomondiale in una squadra ufficiale. Questo crea uno svantaggio immediato, perché oltre alla poca esperienza ti manca il supporto tecnico. Quando invece un pilota del motomondiale approda in SBK, lo fa sempre su una moto tra le più competitive".

Meglio i piloti della MotoGP o quelli della SBK?", è l'eterno quesito degli appassionati...

"Non credo che sia un paragone giusto. Se Checa, Melandri o Guintoli fossero saliti su una EVO o una moto di un team minore, diremmo che i piloti della MotoGP non sono altrettanti bravi? Solo in condizioni uguali si potrebbe giudicare".

Gli ex delle derivate di serie, in MotoGP, hanno però avuto sempre vita difficile…

"Hayden è arrivato direttamente in HRC dalla AMA, ed ha vinto un mondiale, ma ha avuto bisogno di tempo. Crutchlow ha iniziato con una moto simile alla M1 ufficiale, ma senza il supporto diretto di Yamaha. Anche Spies, che poi ha avuto sfortuna…Non so che opzioni io possa avere. Ho letto alcune interviste divertenti sul mio conto, perché sembra un po' come un disco rotto, con Honda che esprime un interesse nei miei confronti. Posso immaginare che sia possibile magari salire su una Open. Ma è meglio giocarsi la vittoria qui ad ogni gara o fare decimo o peggio in MotoGP?"

Il fattore economico potrebbe, in questo senso, fare la differenza?

"No, gli ufficiali guadagnano sempre più degli altri, sia qui che nel motomondiale. Non è una questione di denaro. Se facessi una buona stagione in SBK, con stipendio, bonus e sponsor, potrei comunque guadagnare ben di più che in un team satellite in MotoGP. Il fattore determinante sarebbe la possibilità di esprimersi al meglio".

E quella, finalmente, sembra essersi concretizzata in SBK…

"Mi sto divertendo come mai prima. Abbiamo migliorato la moto un passo alla volta, arrivando finalmente ad un livello competitivo. Credo che il nostro miglioramento sia sotto gli occhi di tutti. Anche l'elettronica, grazie ad una continua collaborazione con Cosworth, è migliorata molto da Phillip Island ad oggi. E credo di averci messo anche del mio, guidando bene".

C'è da scommettere che se ne sia accorto anche qualcun altro…

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