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SBK, Superbike, a Donington è caccia aperta a Rea

Il pilota Honda punta al 4º successo consecutivo. Sykes favorito d'obbligo, Melandri a un bivio

Chi fermerà Jonathan Rea? Questa è la domanda che molti si pongono alla vigilia del round di Donington della SBK. Il nordirlandese è reduce da tre vittorie consecutive, grazie alle quali si è portato in testa alla classifica iridata con quattro punti di vantaggio su Tom Sykes.

"La CBR è migliorata per tre motivi", ha raccontato Carlo Fiorani, responsabile corse per Honda Europa. "Innanzitutto, con otto motori per pilota a stagione, alcuni dei nostri rivali sono stati costretti a sacrificare un po' di potenza per migliorare l'affidabilità, cosa che per noi non è mai stato un problema. Il telaio della SP poi, essendo un po' più flessibile, ha migliorato l'usura delle gomme. Infine, il lavoro di Massimo Neri sull'elettronica sta progressivamente mostrando i suoi frutti".

Se ne sono accorti, ovviamente, gli avversari. Il primo indiziato per interrompere la striscia positiva del nordirlandese resta comunque Tom Sykes. Il campione in carica ottenne una doppietta sul circuito di casa lo scorso anno, ma le statistiche predicono solo il passato. Era successo anche ad Imola, dove però il pilota Kawasaki si è dovuto accontentare di un terzo e quinto posto.

Da non sottovalutare poi il team ufficiale Aprilia. Lo scorso anno, a Donington, Sylvain Guintoli raccolse un terzo ed un secondo posto, al quale va aggiunto un altro bronzo conquistato da Eugene Laverty. La RSV4 continua a rappresentare una minaccia su ogni tracciato, ma procede a due velocità. Se da un lato Guintoli è riuscito a portarla sul podio in ogni GP ad eccezione di Aragon, Marco Melandri sta attraversando un momento difficile. Dopo due podi nelle prime due gare, il ravennate sembra aver perso la bussola, tanto da arrivare a ridosso delle EVO in Gara2 ad Imola. La squadra fa giustamente quadrato intorno al suo pilota, le cui doti sono ben conosciute. Urge però ritrovare lo smalto al più presto, altrimenti anche il predominio nel campionato Costruttori rischia di risentirne.

In lizza per la vittoria, anche se con "odds" meno favorevoli, ci sono ovviamente Ducati e Suzuki. La Casa di Borgo Panigale ha raccolto due secondi posti ad Imola con Chaz Davies, mentre Davide Giugliano è stato penalizzato da una sbavatura in Gara1 e problemi al motore nella seconda manche. Il romano fin qui si è imposto come il riferimento all'interno del box, ma il britannico sembra essersi sbloccato ed ha capitalizzato la maggiore costanza. Entrambi, specialmente in caso di meteo incerto, saranno della partita.

Il team Suzuki rappresenta invece un punto interrogativo, soprattutto per quanto riguarda l'affidabilità. Laverty ha già patito diversi problemi  al motore, ed è il pilota ad averne punzonati di più in questo inizio di stagione. Anche Alex Lowes è stato protagonista involontario della Superpole, dove è rimasto ai box per problemi al cambio. Lo sforzo fatto da Paul Denning per dare nuova linfa alla GSX-R è innegabile, ma la moto – a malapena lontana parente di quella dello scorso anno – deve ancora cucirsi su misura gli abiti nuovi (elettronica su tutti). Entrambi i piloti corrono su una pista della quale conoscono i segreti, e se c'è un posto dove rilanciarsi, è proprio Donington.

Pronostico incerto anche per quanto riguarda le EVO. Sia David Salom (Kawasaki) che Niccolò Canepa (Ducati) e Leon Camier (BMW) si sono messi in mostra, ai quali va aggiunta Bimota (ancora in attesa dell'omologazione, e quindi senza punti), che ha raccolto il primo posto in Gara2 ad Imola con Ayrton Badovini. Nell'autodromo intitolato ad Enzo e Dino Ferrari, aveva cominciato a risalire la china dopo l'infortunio in Australia anche Luca Scassa, infortunatosi nuovamente al Mugello provando la ART di Danilo Petrucci e fuori almeno fino a Laguna Seca. Lo sostituirà all'interno del team Pedercini Romain Lanusse.

Chi sono i favoriti secondo voi? Scriveteci QUI!

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