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MotoGP, Lorenzo: divertirmi? neanche quando vinco

Jorge e Pedrosa nei guai col grip e battuti dal 'privato' Bautista dal debuttante Pol Espargarò

Ora i punti di svantaggio sono 80 e gli avversari oggi sono stati tutti davanti. Non solo i soliti tre ma anche il 'privato' Bautista e il debuttante Pol Espargarò. La parola che viene in mente è ‘crisi’, quella che rende irriconoscibile Jorge Lorenzo. Lo scorso anno, l’unico a riuscire a tenere testa a Marquez, quest’anno impantanato in un tunnel senza fine. Marc, l’avversario ha ipotizzato che non riesca più a divertirsi in moto. “Non l’ho mai fatto, neanche quando vincevo – ha risposto il maiorchino – Almeno non nel modo in cui si intende quando si esce con gli amici o si va al cinema, è un divertimento diverso e uguale allo scorso anno”.

Il periodo è negativo, ma non il peggiore che abbia mai passato, “nel 2003, in 125 con la Derbi, era stato molto peggio. Non riuscivo neppure ad andare a punti. Poi ho vinto in Brasile”. Serve un risultato che gli ridia fiducia, che gli faccia fare quel ‘click’ per ritrovare se stesso. “Le circostanze in questo momento non sono favorevoli, lo so – continua – Devo rimanere concentrato e continuare ad allenarmi. So che il campionato è ormai perduto, non penso alla vittoria ma solo a migliorare”.

Il racconto della gara è semplice: “non riuscivo a guidare, forse per colpa del maggiore caldo. L’anteriore spingeva molto e non avevo grip al posteriore, come è già successo. Ieri pensavo di potere lottare con Marquez, invece non riuscivo a guidare. Un passo avanti almeno l’ho fatto, sono stato veloce fino al warm up. Bisogna adattarsi ai nuovi pneumatici, Valentino sta andando bene. Io avevo un buon potenziale, ma come a Jerez, non sono riuscito a dimostrarlo. Quando ti trovi bene sulla moto, come Marquez, è tutto più facile, per me è l’opposto”.

È uscito con le ossa rotte da Le Mans anche Dani Pedrosa. Neanche lui è mai stato in gara e l’unica soddisfazione è stata battere Lorenzo. I problemi sono stati simili a quelli dell’avversario: “non avevo assolutamente grip, né all’anteriore né al posteriore. Mi sembrava di guidare sull’acqua. Non posso proprio dire di essermi divertito oggi. Era impossibile guidando in quel modo”. Il catalano è arrivato al box stremato per una gara che è stata per lui difficilissima. “Ero stanchissimo, è così quando devi lottare per tutta la gara per controllare la moto – ha spiegato - Fisicamente sono stati 28 giri molto duri e senza mai potere attaccare”.

Alvaro BautistaLa Spagna, fortunatamente, ha la panchina lunga e se i titolari hanno faticato, le riserve non li hanno fatto rimpiangere. La migliore è stata Alvaro Bautista, che è riuscito a risalire sul podio che gli mancava dal GP del Giappone 2012. “E’ stato un inizio di stagione difficile, nelle prime tre gare ho collezionato altrettante cadute. Arrivare al traguardo a Jerez mi ha ridato motivazione e qui sono andato bene fin da subito, non ho avuto grandi problemi a sistemare la moto e sapevo che sarei stato competitivo”.

Gli sforzi sono stati ripagati. “Sapevo che Marquez era di un altro livello, ho fatto del mio meglio e mantenuto la calma – ha continuato – e questo risultato mi dà fiducia per le prossime gare. Sinceramente, so che battere Marc non può essere il mio obiettivo ma è bello correre contro di lui perché alza il livello. Poi siamo amici e sono felice quando vince”.

L’altra sorpresa iberica è stato Pol Espargarò, capace di adattarsi rapidamente ai ritmi della MotoGP. La prima fila di ieri è stata seguita da un ottimo quarto posto, a pochi decimi dal podio. “Mi sembra di stare vivendo in un sogno – le sue parole – Sapevo di essere migliorato dopo i test a Jerez, ma non mi apsettavo di essere così competitivo. Anche dopo le qualifiche avevo qualche preoccupazione per la gara, invece mi sono trovato addirittura in terza posizione. Sapevo di potere arrivare nei primi cinque ma quando ho sentito il rumore del motore di Dani avvicinarsi ho dato il massimo per arrivare quarto”.


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