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Biaggi: ART non ancora MotoGP, ma lo diventerà

"Buon inizio, ma pochi giri per giudicare. Non so se farò altri test, vorrei mettere tutti d'accordo"

Il solito maltempo, sotto forma di pioggia e vento freddo, ha messo anzitempo la parola "fine" ai test di Max Biaggi al Mugello sulla Aprilia ART. Una manciata di giri (7), con un miglior tempo intorno a 1'53. Ogni fine, si dice, è anche un nuovo inizio. Da parte sua, Aprilia ha confermato che il nuovo prototipo MotoGP scenderà in pista nella primavera del 2015. Se in sella ci sarà il Corsaro, tuttavia, non ci è dato (ancora) saperlo.

"Per me questa è stata una presa di contatto e nulla di più – ha detto Biaggi – Servirebbero altri test per lavorare sulla moto e giudicare. Al momento non c'è programma definito. Questa moto non è una MotoGP pura, ma un Open vecchio stile. È un buon inizio. L'elettronica la puoi già sviluppare su questa base, ma non conosco i dettagli tecnici per il futuro".

Che Biaggi sia rimasto vicino a Noale anche dopo il ritiro, e viceversa, è risaputo. Come dimostrato nei pochi giri percorsi, la ruggine al polso, volendo, si toglie in fretta. A quasi 43 anni, però, il rapporto tra l'uomo ed il pilota cambia.

"Vorrei fare qualcosa che mette tutti d'accordo. Ho pensato abbastanza a me stesso in questi 20 anni, nei nuovi 20 voglio fare diversamente. Fare il test rider di livello significa essere professionisti. Magari non corri in pista, ma fai tutto come se dovessi. Richiede tempo, sarebbe un impegno importante, non sono così sicuro…"

Perché quindi non ricoprire un ruolo "ibrido", a metà tra collaudatore e team manager – come fece Vitto Guareschi nei suoi primi anni in Ducati – per portare avanti un progetto ambizioso quanto difficile?

"Non ci ho pensato, mi vedo in vesti diverse quando mi metto la tuta", dice Biaggi. Ne avrà probabilmente parlato nel lungo colloquio con Romano Albesiano all'interno del motorhome, ma le porte erano rigorosamente chiuse e...a prova di origliata.

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