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Albesiano: Aprilia MotoGP? In primavera 2015

"Più investimenti da subito, poi probabilmente un team ufficiale. In SBK fiducia totale a Melandri"

A circa sei mesi dall'assunzione dell'incarico di responsabile della gestione sportiva Aprilia (oltre che responsabile del Centro Tecnico Moto del Gruppo Piaggio), Romano Albesiano continua il proprio impegno a 360º. Se in Superbike, pur con qualche difficoltà in più del previsto, la squadra ufficiale ha confermato la propria competitività, lo stesso non si può dire per la MotoGP, dove la ART di Danilo Petrucci ha raccolto fin qui due punti in quattro gare.

"In MotoGP le nostre prestazioni sono state fin qui inferiori a quello che ci aspettavamo – ha analizzato Albesiano ad Imola – Credo che abbiamo sofferto soprattutto a causa dei pochi test effettuati nel pre-stagione. L'elettronica nuova (la ART corre con hardware e software Magneti Marelli, nda) richiede tempo per essere messa a punto. Da qui in poi concentreremo più energie sul fronte del motomondiale. Un nostro elettronico seguirà Petrucci in pista, e non escludiamo di mandare anche altro personale. In generale, più risorse tecniche saranno devolute a questo progetto, che resta un punto fermo".

Il vostro obiettivo dichiarato è quello di entrare ufficialmente nel 2016. A che punto è lo sviluppo?

"Stiamo ancora tagliando l'erba alta, per così dire. La priorità è trovare un iniziale equilibrio a livello di ciclistica ed elettronica. Il motore è allo stadio prototipale, lo stiamo costruendo ed avrà la distribuzione a cascata di ingranaggi, ma in questo momento è l'ultima delle nostre preoccupazioni".

Non sarebbe convenuto correre come "factory" con le agevolazioni poi concesse a Ducati?

"L'opportunità si è presentata troppo tardi. Il porting (trasferimento, nda) del software proprietario su un nuovo hardware richiede tre o quattro mesi. Ci avrebbe sicuramente agevolato, ma bisogna anche riconoscere che su altre moto 'Open' l'elettronica Magneti Marelli funziona a dovere".

A Jerez però Petrucci, dopo la caduta, ha parlato di un problema…

"Ecco, ci tengo a smentire. Non esiste alcun problema di sicurezza legato al sistema. Il sistema di acquisizione dati non ha rilevato nessun comportamento anomalo. La posizione delle farfalle al momento della caduta, per esempio, era esatta. Si è trattato di altri fattori…"

Come giudichi le difficoltà incontrate nella Open rispetto allo scorso anno?

"Si tratta di una normale curva di apprendimento. Ci siamo ovviamente concentrati su questo progetto, ma forse non abbastanza. Aumenteremo il nostro investimento e ne usciremo. In primavera del 2015 saremo in pista con il prototipo nuovo".

L'idea è quella di schierare un team ufficiale?

"Stiamo valutando l'opzione. È la strada maestra, ma non escludiamo altre opzioni".

E in Superbike, come giudica la situazione attuale?

"Sono indubbiamente soddisfatto della competitività della moto, e di come la squadra ha reagito ad un momento non facile. Siamo rimasti compatti, e l'azienda ha stabilito programmi ancora più ambiziosi".

Melandri ha parlato del round di Imola come un punto di svolta dopo un inizio di stagione altalenante…

"Fin qui, non credo che Marco sia mai stato pienamente a suo agio in sella. Nonostante questo, ha esordito con un ottimo secondo posto in Australia. In Spagna abbiamo sbagliato la scelta della gomma nella prima manche, ma nella seconda ha dimostrato di essere veloce quanto il primo classificato. Ad Assen, obiettivamente, la prestazione non è stata all'altezza. Per questo abbiamo deciso di rimboccarci le maniche e fare un ulteriore passo in avanti".

Per esempio?

"Abbiamo portato tante piccole novità di ciclistica ed elettronica, soprattutto dal punto di vista del freno motore, su richiesta del pilota, alcune delle quali escono anche dalla nostra linea classica. Sarebbe facile dirgli che Guintoli è andato più forte in Olanda, Marco ha semplicemente esigenze diverse da quelle di altri piloti, dovute sia allo stile di guida che alla corporatura. Crediamo in lui al 100%, e siamo convinti di avere messo a fuoco la risoluzione dei problemi. Vogliamo dargli il massimo supporto possibile, il gap in classifica è abbondantemente recuperabile".

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