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MotoGP, Rossi: battere Marquez? questione di tempo

"Il lavoro nel box fa la differenza. Avrei preferito arrivare più vicino a Marc ma oggi non era possibile"

Il secondo posto di Valentino Rossi a Jerez ha più di un significato. Incominciamo da quello negativo: Marquez è di un altro pianeta anche quando tutto va per il verso giusto. I risvolti positivi sono molteplici. Con il podio il Dottore ha dimenticato le delusioni di Argentina e Qatar, ha battuto Lorenzo, suo primo riferimento, e Pedrosa che guida la Honda, migliore moto del lotto rilanciandosi nel campionato. Il sorriso a trentadue denti del pesarese è quindi giustificato. “Di questa gara sono contento. Jerez è una delle mie piste preferite ma mancavo dal podio dal 2010. È stato un bel weekend, in cui abbiamo lavorato bene turno dopo turno”.

Hai rischiato con la gomma dura all’anteriore.

Ero un po’ preoccupato perché dei primi quattro ero stato l’unico a sceglierla, ma si è rivelata la decisione giusta. Con la più soffice avrei avuto problemi a fine gara. Uno dei vantaggi della Honda è stato che, al contrario, hanno potuto usarla”.

All’inizio hai provato a dare fastidio a Marquez.

Ci ho provato ma era impossibile, se avessi provato a seguirlo sarei finito a terra. Oggi abbiamo girato più piano tutti, ma Marc di meno. Sono stato competitivo ma speravo di arrivargli più vicino”.

Alla fine invece hai dovuto vedertela con Pedrosa.

Dani è arrivato forte, ma non gli avrei lasciato il secondo posto per nulla al mondo”.

Qual è la ragione di questo passo avanti?

Il lavoro nel box, scegliere Galbusera è stata una scommessa rischiosa ma mi sentivo di farla. Nella MotoGP di adesso bisogna riuscire a migliorare costantemente, turno dopo turno, ed è quello che abbiamo fatto. Anche nel warm up siamo riusciti a perfezionare il setup. La cosa più importante è che questo miglioramento mi ha ridato la voglia di continuare a correre”.

Qual è stata la soddisfazione più grande?

Prima di tutto battere Lorenzo, perché guida la mia stessa moto e rimane il mio riferimento. Poi battere Pedrosa, corro contro di lui da un po’ di anni e sapevo che sarebbe stato possibile ma lo scorso anno non ci riuscivo”.

Marquez ha vinto tutte e quattro le prime gare, era da molto che non succedeva.

Io ci riuscii solo con le prime tre, mi ha battuto. Almeno un record non me lo può più fregare, io arrivai al centesimo GP con 46 vittorie, lui con 36 (ride). Scherzi a parte, oggi più di così non avrei potuto fare. Almeno un po’ di fastidio nei primi giri gliel’ho dato”.

La domanda è sempre la stessa: come lo si batte?

Non sono troppo preoccupato, prima o poi ce la faremo”.

Come giudichi la prestazione deludente di Lorenzo?

Sta soffrendo molto perché lui in testa ha un solo obiettivo, lottare con Marc e non ci sta riuscendo. Forse anch’io, standogli davanti, un po’ di fastidio glielo do ma è una lotta che stimola entrambi”.

Domani giorno di test, cosa proverai?

Purtroppo non avremo niente di speciale, ci concentreremo su setting ed elettronica per cercare di migliorare l’accelerazione. Un lavoro sui dettagli”.

Quando aggiornamenti più importanti?

Credo presto, probabilmente per i prossimi test a Barcellona dopo il GP”.

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