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MotoGP, Fenati: non sono l'unica punta dell'Italia

"Ho meno pressione rispetto al passato. All'ultima curva sono stato fortunato: non credevo di vincere"

Terzo podio e seconda vittoria consecutiva su quattro gare: la partenza in campionato di Romano Fenati è stata da sprinter di razza. L’ascolano ha tagliato il traguardo davanti a tutti a Jerez, pista dove aveva assaggiato per la prima volta il successo due anni fa. Un GP giocato con forza e intelligenza, sicuramente la migliore prestazione per il pupillo di Rossi fino ad ora. “E’ stata una bella gara e ieri non ero sicuro che potesse andare così. Le sensazioni sulla moto non erano per nulla buone ma ieri sera siamo stati nel box fino a tardi con Rossanno Brazzi e quel lavoro è servito”.

Raccontaci l’ultima curva.

Pensavo di arrivare secondo, Rins è stato bravissimo a passarmi ma a un certo punto la moto gli si è scomposta ed è andato largo. Pensavo che potesse approfittarne Vazquez ma è andata bene”.

Hai messo in campo una bella strategia.

Gli altri sono stati molto intelligenti partendo calmi per non stressare le gomme. Io non potevo, le qualifiche erano andare male e non potevo permettermi di aspettare. Dopo quattro giri ero davanti, ho provato a scappare ma senza mai riuscirci. Comunque non ci siamo superati troppo rallentando il ritmo e siamo riusciti a staccare il secondo gruppo”.

Le Honda sono migliorate?

Sono molto veloci in rettilineo e anche in accelerazione. Rispetto all’Argentina erano anche più forti in frenata”.

Un’altra vittoria e adesso sono solo cinque i punti che ti dividono da Miller.

Sì, ma sono di vantaggio per lui (ride). Jack qui evidentemente non era troppo a posto ma ha corso una gara intelligente e ha portato a casa punti importanti”.

Ti senti il leader di una rinascita italiana?

Non ho questa impressione, ci sono molti altri piloti forti. Antonelli ha fatto delle belle qualifiche e mi dispiace non avere potuto lottare anche con lui per il podio. Lo abbiamo fatto spesso in passato, nel CIV. Poi ci sono Bagnaia e Bastianini, entrambi in crescita, qualche gara ancora e sono sicuro che ci riserveranno presto qualche sorpresa”.

Il titolo non è un miraggio.

I conti si fanno solo alla fine, oggi sono stato anche fortunato, se Rins non fosse andato largo non avrei vinto. Prima o poi arriveranno gare più difficili”.

Sei cresciuto molto rispetto alla scorso anno. Qual è il segreto?

In questo inverno mi sono sentito tranquillo, senza pressioni o impegni. Ho potuto allenarmi bene, stare a casa e questo mi ha aiutato a prepararmi meglio. Lo scorso anno c’era più pressione, sia mediatica che all’interno della squadra. È stata un’esperienza che mi è comunque servita. Nel team poi il clima è ottimo, anche quando qualcosa va male ci motiviamo a vicenda e la tristezza dura poco”.

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