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SBK, Assen: il bello, il brutto, il cattivo

Rea sale in cattedra all'Università. Promossi Lowes e Giugliano, bocciato Melandri

All'(ex?)università del motociclismo, gli esami hanno subito diversi intoppi a causa del maltempo, che ha rovinato i piani di lezione dei maestri delle derivate di serie. La terza tappa della Superbike si è conclusa senza "lectio magistralis" ma in diversi – Jonathan Rea su tutti – sono saliti in cattedra nella storica aula del TT Circuit. Non sono mancati, ovviamente, i bocciati. Fortunatamente tra sole due settimane, alla rive del Santerno, ci sarà una possibilità di appello.

IL BELLO – Il trionfo di Jonathan Rea in Gara 2 corona un lungo inverno di lavoro per il team Honda (che ha effettuato più test di chiunque altro, ripartendo praticamente da zero con lo sviluppo dell'elettronica) e marca la vittoria del quarto costruttore diverso in sei manche fin qui disputate.  L'equilibrio tra le varie moto in pista è da sempre un tratto distintivo della SBK, quest'anno come non mai. Anche Ducati è salita sul podio (con Davide Giugliano) con largo anticipo rispetto allo scorso anno. Ad Imola, pista storicamente amica della bi-cilindrica, potrebbe doversi aggiungersi un posto alla sempre più rotonda tavola dei vincitori.

IL BRUTTO – Col senno di poi sono tutti più saggi, ma i vari ritardi e cambi di programma che hanno contraddistinto l'inizio di Gara 2 lasciano qualche dubbio sulla Direzione Gara. La sicurezza dei piloti viene prima di qualsiasi altra cosa, sia chiaro, ma (forse) sarebbe bastato dichiarare la gara "wet" fin dal principio. La pista era già umida, i piloti avrebbero potuto scegliere se e quando effettuare il pit-stop, e con un numero di giri ridotto sarebbe (ancora una volta, forse) stato possibile terminare la corsa prima che le condizioni diventassero proibitive. Bravo Guintoli ad alzare il braccio, ma una domanda sorge spontanea: sarebbero state esposte le bandiere anche senza l'input del pilota (che non può essere sempre l'arbitro del proprio destino)?

IL CATTIVO – Nata con belle speranze, l'unione tra Aprilia e Marco Melandri ha vissuto un fine settimana burrascoso in Olanda. Le prestazioni altalenanti (ma generose) del ravennate in Australia e Spagna erano giustificabili dal fatto che si trattasse delle prime gare, ma in Olanda, dove il teoricamente meno quotato compagno di squadra Guintoli è sempre stato tra i protagonisti (pur commettendo un errore pagato a caro prezzo in Gara 2), il voto finale non può raggiungere (a malincuore) la sufficienza. Le potenzialità sono alte, ma anche la tensione. Mentre Guintoli fa quadrato dopo Gara 1 e sottolinea il grande lavoro di squadra, "Macio" (pur avendo ammesso le proprie responsabilità) appare scoraggiato. Serve un'iniezione di fiducia, e in fretta.

LA DELUSIONE – Dopo tre podi consecutivi (tutti secondi posti) e la prima Superpole il carriera (a 21 anni è il nuovo record di categoria), Loris Baz sembrava destinato a mettere ulteriore sale sulla coda del titolato compagno di squadra Tom Sykes. Invece, con un quarto ed un settimo posto, lo spilungone francese ha perso il secondo posto nella classifica iridata a favore del connazionale Guintoli (3 punti in più di lui). Rimandato ad Imola.

Disastro (parola usata da lui in primis) per Eugene Laverty. L'irlandese non si risparmia ma lascia Assen, dove l'arrembante compagno di squadra Alex Lowes ha conquistato il suo primo podio, con zero punti e due cadute in gara. Ad Imola dovrebbe arrivare un serbatoio nuovo per equilibrare meglio la sua GSX-R. Nel frattempo, dovrà farsi bastare il proprio spirito combattivo.

LA CONFERMA – La Panigale non ha (quasi) nulla di invidiare alle regine del campionato costruttori. Dopo il podio sfiorato ad Aragon (pista solitamente critica per la bi-cilindrica), Davide Giugliano si è rifatto in Olanda con il terzo posto in Gara 2. Ad Imola, dove l'anno scorso fu l'unico in grado di impensierire Sykes, ci si aspetta anche la lode, ma intanto la promozione è arrivata a piena voti. Tuttavia, gli esami si preparano meglio  in gruppo. Chaz Davies, sempre professionale e compassato, si è applicato ma senza raccogliere risultati di rilievo. Repetita iuvant.

LA CURIOSITÀ – Pioggia o sole, freddo o caldo, vento o bonaccia, i tifosi delle due ruote affollano Assen con la costanza e dedizione di uno studente modello, spesso venendo in moto da tutta l'Europa (ad esempio, una coppia era scesa dalla Finlandia su una supersportiva). A loro il plauso per aver sopportato col sorriso intemperie e ritardi, tenendo le tribune piene anche per le gare successive alla SBK. Se solo ogni GP avesse questo pubblico…

IO L'AVEVO DETTO – "Assen mi piace, non vedo l'ora di correrci. Siamo reduci da diversi piazzamenti nella Top 5 ed un podio ad Aragon, spero di continuare su questa strada", le parole di Rea alla vigilia. Con 41 punti (più di chiunque altro) in carniere e la scalata al quarto posto della classifica iridata, si è indubbiamente dimostrato l'allievo più preparato.


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