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SBK, Giugliano: Ducati veloce, ma stiamo in guardia

Il romano: "In gara sarà difficile fare le traiettorie giuste". Rea: "Anteriore da migliorare"

Davide Giugliano lo aveva già detto alla vigilia che la pista di Assen era in teoria favorevole sia a lui (primo podio in SBK nel 2012) che alla Ducati. La pratica ha fin qui dato ragione al romano, che si è imposto con autorità in vetta alla classifica dei tempi al termine della prima giornata di libere con un 1'35.396.

"Ho ottime sensazioni in sella, la moto va davvero forte e mi sento fiducioso", ha ammesso a caldo. "Il passo di gara (fin qui 1'36 basso, nda) può migliorare, ma non ho ancora spinto veramente al limite, per ora è tutto molto positivo".

Giugliano ha fatto la differenza soprattutto nella seconda metà del tracciato, dal T3 al T5, dove è anche stato protagonista di una caduta sul finale, alla curva 16. "Ma si è trattato di un semplice errore mio", ha analizzato. "Ho frenato troppo tardi".

Due le variabili, secondo il pilota Ducati, da tenere in conto in ottica gara. "Qui il nostro motore non ci dà particolari svantaggi, ma in mezzo al gruppo sarà difficile fare sempre le traiettorie ideali, perché ci serve arrotondare per massimizzare la scorrevolezza. Poi c'è l'incognita meteo. Se domenica, come sembra, pioverà, i britannici si troveranno nel loro habitat naturale. Io comunque sul bagnato non vado piano…"

L'unico in grado di restargli in scia è stato finora Jonathan Rea (+0.484), sugli scudi al mattino. Il pilota Honda, che di fatto corre sulla pista di casa vista la vicinanza del reparto corse Ten Kate, si è concentrato fin qui sull'anteriore.

"Siamo partiti dall'assetto di Aragon, e come prima giornata non c'è male, ma la moto non è ancora perfetta", ha dichiarato. "Abbiamo usato parametri  abbastanza diversi da quelli trovati in passato in Olanda, e domani accorceremo l'offset nel tentativo di ritrovare familiarità".

Rea è preoccupato soprattutto dell'usura sulla distanza di gara, già un fattore chiave ad Aragon, perché "dopo 15 giri la mescola più morbida (SC0, nda) accusa un calo abbastanza significativo. Se le temperature dell'asfalto non superassero i 25 gradi, potrei correre entrambe le manche con gomma media".

Resta poi da rifinire il freno motore, vero e proprio work in progress della stagione in corso. "Il controllo trazione però è molto migliorato", ha aggiunto Rea, vedendo il proverbiale bicchiere mezzo pieno. "Anche le sensazioni al posteriore, dopo che abbiamo indurito il mono. Per adesso io e Giugliano abbiamo il passo migliore, ma anche Sykes è della partita".


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